Cimitero chiuso: niente funerali

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Cimitero di Villacidro

Cosa fare se durante il funerale si arriva al cimitero dove il defunto dovrebbe essere seppelito e il cancello del camposanto viene trovato chiuso con una spessa catena e un ancor più spesso lucchetto? Semplice: si rimanda la sepoltura oppure ci si rivolge al comune segnalando il disguido. La curiosa vicenda è successa a Villacidro, una cittadina nel sud della Sardegna. Probabilmente il custode del cimitero non era stato avvertito del funerale o più semplicemente se n’era dimenticato. Fatto sta che quando il corteo funebre è arrivato davanti al cancello del camposanto si è trovato questa sorpresa. Il comune parla di un “deplorevole disguido”. Come può un custode dimenticarsi di aprire un cimitero in vista di un funerale?

Il sindaco della città, Franco Sedda, difficilmente riuscirà a dimenticare questa vicenda accaduta nel suo comune. “Chiederò delucidazioni e se necessario prenderò provvedimenti molto severi nei confronti dei colpevoli”. Sembra essersi adirato molto. Ancora più adirati i parenti e gli amici del defunto, un 84enne: loro non hanno parlato di disguido ed hanno invocato giustizia, minacciando di recarsi dai carabinieri per denunciare l’accaduto. Solamente il parroco che stava accompagnando il feretro è riuscito a calmare un po’ gli animi dei parenti. Alla fine il morto è stato seppellito, ma solo perché un parente conosceva un operaio del comune che è riuscito a mettere una pezza. Prima di morire a Villacidro, però, bisogna ricordarsi di una cosa: di chiedere il premesso al custode del cimitero.

Mer 17/05/2006 da Patrizia Chimera

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Budda 06 31 maggio 2006 11:52
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bè volete saper come è andata a finire la storia del cimitero? Che per il ‘gravissimo’ fatto è stata incolpata una persona che non era il custode ma solo un addetto temporaneo al cimitero (lui stava lavorando al verde pubblico) e a cui in quel giorno non spettava neanche di essere temporaneamente lì. Be ma quando si deve trovare un colpevole lo si trova in fretta. Si prende il più debole quello che non può difendersi e tutti responsabili del fatto, da chi gestisce l’organizzazione del lavoro a chi materialmente doveva essere lì, si salvano. Purtroppo la persona usata come capro espiatorio (56 anni e sei mesi dalla pensione) era un pò depressa e l’essere additato come colpevole l’ha portato a sprofondare ancor più nella depressione e arrivare al SUICIDIO il 28/05/06. Si è suicidato per questo. Infatti ha lasciato scritto di non volere essere seppellito in quel cimitero perché quelle persone che li lavoravano non degne di gestire i suoi funerali e di desiderare l’apertura di un inchiesta per mobbing. Ma di questo fatto non parla nessuno. Era molto più grave far aspettare un quarto d’ora per un seppellimento (manie da striscia la notizia). Per questo sì qualche idiota ha dato tanto spazio sui giornali e su internet.

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Gian piero 25 aprile 2011 19:03
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Sono nato a Villacidro.Sono Murgia Gian Piero,se non me ne fossi andato da li credo sarei morto anche io.HO visto il modo come si condannano fra di loro,e sempre in maniera deprimente.Messe nere?Pure?Allora sto paese,e indirizzato a morire di morte lenta.Ho scritto un libro con titolo”riflessioni di un netturbino”è appunto ho fatto un testo di prosa,”il suicida”che riguardava appunto il suicida,ma in s’è ho generalizzato perché una persona sensibile,che viene condannata anche se non è colpevole,a farla sentire colpevole col modo di fare di certi individui,porta al suicidio appunto.Oggi mi chiedo ,come fanno certi giovani o di media età a credere a quelle sciocchezze, di messe nere.Allora io?mi sarei dovuto impiccare 3000volte, perché tutti mi additavano da ubriacone e mi mettevano in croce,per la mia povertà,chissà.. forse per sentirsi più grandi.Fatto sta che certi comportamenti e atteggiamenti,portano scompiglio nelle nostre vite,ed il giorno che capitano a loro,prendono la corda.insomma,si dovrebbe perlomeno essere capaci,di avere più obbiettività.IN fondo penso che,condannare e cosi facile,ma condannando si auto puniscono,per il semplice fatto,che se una comunità porta a suicidarsi,uno della comunità,,,,significa,che la partecipazione di colpa degli abitanti sicuramente c’è!
Distinti saluti Gian Piero Murgia

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ANGELO 18 agosto 2011 16:36
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CARO GIAN PIERO MURGIA:
SE TU SEI ARRIVATO A CAPIRE QUESTE REALTA’ DI QUEL PAESE ,PIENO DI INVIDIA, CATTIVERIA,E INGIUSTIZIE, PENSO CHE MI ASSOCIO ANCHIO ALL’ ALCOOLISMO TUO.
SO CHE NON E’ VERO,MA SE ANCHE FOSSE “MEGLIO UBRIACONI CHE APPARTENERE A QUEL STAMPO DI GENTE”
DISTINTI SALUTI SIG. MURGIA

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