Cile: iniziati gli scavi per liberare i 33 minatori

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scavi minatori

Sono cominciati gli scavi per liberare i 33 minatori che dal 5 agosto sono intrappolati nelle viscere di una montagna a San Josè in Cile, a oltre 700 metri di profondità. I lavori richiederanno almeno tre mesi di scavi per riuscire a riportare tutti in superficie. La miniera si trova a 800 km dalla capitale, Santiago, e i lavori sono cominciati alle 22.25 ora locale, come ha confermato una fonte anonima cilena. Il sito di perforazione è stato quindi interdetto a telecamere e famigliari e la scavatrice procederà alla velocità di 15-20 metri al giorno.

Sono 33 i minatori intrappolati dallo scorso 5 agosto all’interno di una miniera a 700 metri di profondità. Dopo settimane di silenzio alcuni giorni fa, grazie a una sonda, gli uomini sono riusciti a far sapere di essere tutti vivi e di stare bene; ora sono cominciate le operazioni per riportarli in superficie. Saranno diverse le tappe necessarie per scavare fino a 700 metri e, come ha dichiarato Jorge Sanhueza, ingegnere del gruppo cileno Codelco, responsabile degli scavi, occorreranno all’incirca dai 3 ai 4 mesi prima di riuscire a liberare tutti i minatori.

La scavatrice sta infatti lavorando al ritmo di 15-20 metri al giorno in condizioni ottimali e sono già incominciati i preparativi per riaccogliere gli uomini. Una volta raggiunta la profondità necessaria per mezzo di un foro di 66 centimetri, alcuni soccorritori verranno calati nelle profondità per prepararli all’uscita: i minatori verranno infatti liberati uno a uno, un’operazione che potrebbe richiedere anche due ore a persona, dovranno essere bendati, perché dopo mesi di oscurità la luce potrebbe ferire i loro occhi, e indossare abiti speciali per evitare uno shock termico.

Fonte | Corriere della Sera

Mar 31/08/2010 da Eleonora Gionchi in

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