Cile: iniziata la terza fase per liberare i minatori. Al campo Esperanza anche Isabel Allende

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Isabel Allende miniera

Proseguono i lavori alla miniera di San Josè, nell’estremo nord del Cile, per liberare i 33 uomini che dallo scorso 5 agosto sono rimasti intrappolati a 700 metri di profonditĂ . Concluse le prime due fasi, da ieri è in azione una terza trivella: al via dunque la terza fase i cui lavori sono stati inaugurati dal presidente cileno Sebatian Pinera, giunto ieri al campo Esperanza assieme alla senatrice e scrittrice di fama mondiale Isabel Allende; e proprio quest’ultima ieri ha parlato in videoconferenza con i minatori: “Vengo dalla California e voglio dirvi che siete presenti nei telegiornali e nei pensieri di tutto il mondo, con i vostri volti e i vostri nomi” ha fatto sapere loro. Intanto i lavori proseguono e c’è un cauto ottimismo perchĂ©, come ha confermato Pinera, sono in anticipo con i lavori che potrebbero quindi concludersi ai primi di novembre.

I lavori al campo di Esperanza dunque proseguono incessantemente. Dallo scorso 5 agosto sono intrappolati a 700 metri di profonditĂ  33 minatori dopo il crollo della miniera di San Josè. Ieri si è dato il via alla terza fase, inaugurata dal presidente Pinera, giunto nuovamente in visita al campo, e dalla senatrice e scrittrice Isabel Allende. Ora quindi le trivelle al lavoro sono tre: le prime due che scavano in verticale, la terza in obliquo e che aprirĂ  un canale di 90 centimetri. “Siamo leggermente in anticipo rispetto al programma previsto, ma continuiamo a lavorare prevedendo di cominciare le operazioni finali di salvataggio verso i primi di novembre. La roccia granitica da attraversare è abbastanza complessa, ci ha dato una serie di problemi” ha dichiarato anche il ministro delle Miniere Laurence Goldborne.

Intanto, Angelica Alvarez, moglie di uno dei minatori intrappolati, ha consegnato al presidente una lettera aperta chiedendo di non chiudere la miniera di San Josè che dà lavoro a 300 minatori. Pinera si è così impegnato a discutere di una possibile soluzione con i proprietari della miniera i quali, dopo l’incidente, avevano espresso l’idea di chiudere definitivamente il giacimento. Così, al problema già grave degli uomini da salvare, si va a sovrapporre anche quello degli altri 300 minatori che rischiano di perdere il lavoro e della mancanza di norme di sicurezza all’interno delle miniere, come ha fatto notare la senatrice Allende.

Fonte | La Repubblica

Mar 21/09/2010 da Eleonora Gionchi in

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Ecologic wordl 24 settembre 2010 12:29
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Poveretti, speriamo che riescano a tirarli fuori di lì.

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