Cesare Battisti: “Non ho nessuna voglia di andarmene dal Brasile”. Si riaccende la polemica sull’estradizione

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Cesare Battisti

L’ex leader dei Proletari armati per il comunismo, Cesare Battisti, di cui l’Italia ha più volta chiesto al Governo brasiliano l’estradizione che, invece, è sempre stata negata, ha rilasciato un’intervista alla rivista Piauí, senza far mistero della sua voglia di rimanere in Brasile. “Non ho nessuna voglia di andarmene dal Brasile – ha dichiarato Battisti – ormai sogno perfino in portoghese. Adoro Rio, le spiagge, le belle ragazze, la gente cordiale, mi ricorda Napoli e Marsiglia, posti dove mi è piaciuto stare”.

Cesare Battisti, che è accusato di aver avuto un ruolo, diretto o indiretto, in ben 4 omicidi, ha voluto aggiungere: “Non ho ammazzato nessuno, sono finito stritolato in mezzo alla disputa tra forze politiche italiane con le quali non avevo niente a che vedere. Io non ho ferito e non ho ammazzato nessuno”.

L’ex-brigatista ha anche raccontato: “Tarso Genro, l’allora ministro della Giustizia del governo Lula, esaminò il mio caso, ritenne che avevo ragione, e con gran coraggio difese le sue posizioni contro le pressioni potenti che gli franarono addosso”.

Nell’intervista a Cesare Battisti interviene una militante del comitato che ha organizzato mobilitazioni in favore della sua liberazione di Battisti, che chiarisce: “Teoricamente Cesare non potrebbe allontanarsi da San Paolo, perché il suo visto deve passare per alcune fasi ulteriori, ma lo studio legale che lo rappresenta mi ha garantito che tutto procede senza problemi”.

A brave verrà anche lanciato un libro, dal titolo Ai piedi del muro, in cui Cesare Battisti racconterà la sua esperienza dietro le sbarre, dopo l’arresto avvenuto proprio a Rio de Janeiro.

Lun 15/08/2011 da Fabrizio Capecelatro in

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