Cassazione: obbligare la figlia al test di verginità è uno stupro

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Giudici della Corte di Cassazione

I giudici della Corte di Cassazione hanno equiparato a stupro la decisione di un papà di obbligare la propria figlia a sottoporsi ad un test di verginità: secondo i giudici della Corte Suprema, questo atto, fatto personalmente dal genitore, che riteneva che la sua figlia fosse troppo libertina, è da equipararsi ad un atto di violenza sessuale. Così la Corte di Cassazione ha condannato questo papà 55enne di Torino, che era stato assolto in primo grado, mentre la Corte di Appello lo aveva condannato ad otto mesi di reclusione.

La storia ci arriva da Torino. Qui un padre di 55 anni aveva deciso di testare la verginità della figlia, che lui considerava sessualmente troppo attiva: per questo motivo dopo averla spogliata, aveva introdotto le sue dita all’interno della vagina, per testare se fosse vergine o meno.

I giudici di primo grado avevano assolto l’uomo da ogni accusa, ma i colleghi della Corte d’Appello avevano stabilito che era colpevole di violenza privata, per questo gli avevano dato la pena più lieve prevista in questi casi, ovvero una condanna a otto mesi di reclusione.

Il caso è poi approdato anche davanti ai giudici della Corte di Cassazione che hanno stabilito che “l’esplorazione vaginale su donna non collaborativa non solo non può produrre alcun risultato certo e non esclude che l’uomo, sebbene fortemente contrariato dalla presunta disdicevole condotta della figlia, avesse agito su impulso sessuale“. Per questo rischia una condanna per violenza sessuale.

Immagine presa da:
lnx.papaseparati.org.

Fonte | Corriere

Dom 09/05/2010 da Patrizia Chimera in

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