Caso Eluana Englaro: rinviato il processo per staccare la spina

Svolta nella storia di Eluana Englaro, la ragazza che da 15 anni si trova in stato vegetativo. Il padre della giovane vorrebbe staccare la spina, così come il medico che l’ha avuta in cura. Ma un sentenza della Corte d’Appello di Milano vieta di togliere il sondino per l’alimentazione artificiale che la tiene in vita. La Corte di Cassazione, alla quale si era rivolto il padre di Eluana, ha però stabilito che questo processo deve essere rivisto.
La Corte di Cassazione ha però precisato che “l’idratazione e l’alimentazione artificiali con sondino nasograstrico non costituiscano in sĂ©, oggettivamente una forma di accanimento terapeutico, pur essendo indubbiamente un trattamento sanitario”. Per questo motivo il giudice “può, su istanza del tutore, autorizzarne l’interruzione soltanto in presenza di due circostanze concorrenti: a) la condizione di stato vegetativo del paziente sia apprezzata clinicamente come irreversibile, senza alcuna sia pur minima possibilitĂ , secondo standard scientifici internazionalmente riconosciuti, di recupero della coscienza e delle capacitĂ di percezione; b) sia univocamente accertato, sulla base di elementi tratti dal vissuto del paziente, dalla sua personalitĂ e dai convincimenti etici, religiosi, culturali e filosofici che ne orientavano i comportamenti e le decisioni, che questi, se cosciente, non avrebbe prestato il suo consenso alla continuazione del trattamento”.
Se i due casi qui sopra descritti non sussistono, allora la spina non deve essere staccata. In caso contrario la richiesta del padre di Eluana dovrĂ essere accolta.
Fonte | Ansa
Mer 17/10/2007 da Redazione in Corte Di Cassazione, Eluana Englaro, Eutanasia







