“Caro presidente, lasciatemi morire”

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Piergiorgio Welby

Ha le idee molto chiare Piergiorgio Welby, co-presidente dell’associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica. Lui da anni è malato di distrofia muscolare e lancia un appello al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, attraverso un’accorata lettera: “la mia volontà, la mia richiesta che voglio porre nelle sedi politiche e giudiziarie è poter ottenere l’eutanasia. Vorrei che anche ai cittadini sia data la stessa oppurtunità che è concessa agli svizzeri, belgi, olandesi”. Tenerlo in vita con le macchine è solo un testardo e insensato accanimento nel mantenere attive delle funzioni biologiche”.

Marco Cappato, portavoce di “questa battaglia”, spiega che “va aperto un confronto con le istituzioni sulla proposta dell’eutanasia. È ancora l’ultimo tabù della politica italiana per questo interpelliamo la classe politica per aprire questo dibattito. È un’urgenza per Welby, ma è anche un’urgenza politica che i pone alle istituzioni del Paese. Il nostro impegno è quello di sbloccare l’iter parlamentare per la riforma del testamento biologico e incardinare anche una proposta per l’eutanasia”. Mentre Marco Pannella parla di “urgenza civile, politica e morale”. La questione dell’eutanasia ritorna ad essere un argomento scottante nel nostro paese.

Sab 23/09/2006 da Patrizia Chimera

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Nicla Vino 25 settembre 2006 11:15
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Ho la distrofia muscolare, sono tracheomizata da 8 mesi e costretta a letto.
Nonostante ciò amo la vita e sono contro l’eutanasia.
L’uomo non’ha il diritto di togliere la vita a gli esseri umani,anche a chi soffre.

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Luigi 25 settembre 2006 21:58
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Sono d’ accordo sul fatto che l’ uomo non possa condannare a morte nessuno, ma neppure cindannare a vivere chi non vuole.
La vita è di ognuno ed ognuno deve poterla gestire come crede. Chi è contro l’ eutanasia la rifiuti pure, ma non si permetta di privare gli altri di questa possibilità in virtù di una fede che lui ha ma che non pùà imporre agli altri

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