Carlo Taormina dirà tutta la verità sul delitto di Cogne

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Anna Maria Franzoni

Se Anna Maria Franzoni fosse rimasta sotto la sua consulenza, sarebbe stata assolta. Parola di Carlo Taormina, l’ex avvocato che ha difeso nei primi anni la mamma di Cogne prima di essere licenziato dalla famiglia. Ma Carlo Taormina non si arrende. Lui sa cosa è successo in quella ormai tristemente famosa villetta. E racconterà tutta la verità. Ma solamente quando il processo sarà terminato.

“Con me Annamaria sarebbe stata assolta, lei ha perso una grande occasione”: parole sicure quelle di Carlo Taormina, rilasciate durante un’intervista al Corriere della Sera. E non ha risparmiato critiche ad Anna Maria Franzoni: “Dico alla mamma di Samuele che, con il suo atteggiamento denigratorio e ingrato, ha commesso un gravissimo e irrimediabile errore. Ma chi è causa del suo mal, si dice, pianga se stesso”. “Sembrerà un paradosso, ma io sono rimasto sempre estraneo alla gestione mediatica. C’era un pool di persone che hanno impostato questa speculazione”.

E quando gli viene chiesto sull’innocenza della mamma del piccolo Sammy, lui non ha alcuna esitazione: “Sí, Annamaria è innocente. Recentissimamente ho svolto indagini all’insaputa sua e di tutta la gente che l’ha circondata. Tutto questo, oltre ai 5 anni di processo, mi fanno dire di essere vicino alla verità. Io ho continuato a investigare, sono tornato a Cogne, ho sentito persone e ho trovato nuovi elementi”. Ma dovremo aspettare la fine del processo per sapere la verità.
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“Di questa storia non mi interessa piú niente. Annamaria non merita piú niente. Lo sa quale sarà la soluzione del caso? La grazia di Napolitano”. Aspetteremo e vedremo!

Fonte | Asgmedia

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Simonetta 5 maggio 2007 12:49
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Se questa storia non lo interessa più perché sta sempre in Tv a parlarne?

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Debora Conti 24 maggio 2007 09:35
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Vero. E poi se hai prove di innocenza cosa fai? Aspetti che la mettano dentro e poi le sfoderi? E’ etico questo? Diciamo che umanamente potrebbe essere capito. Professionalmente, non so. Impicciarsi ancora in un caso dal quale si è tolto deve avere altre ragioni che vanno oltre alla pura curiosità…

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Piero 11 luglio 2007 13:17
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continuerà a parlarne perché “je rode”?
A me ricorda la favola della volpe e l’uva. Presente?

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Cesar 6 ottobre 2007 19:47
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Considerando che:
Dalle indagini svolte NON sono emersi elementi probanti aventi valore di prova certa , sono rimasti solo dubbi sulle modalità di tempo modo e luogo dell’evento traumatico che ha condotto a esito infausto il piccolo Samuele.

Il nostro Ordinamento Giuridico prevede espressamente : “In dubbio pro reo”:
Mi chiedo: come mai NON sia stato invocato tale principio giuridico da parte della difesa sin dal primo grado di giudizio ?
E come mai gli Organi Giudicanti NON abbiano applicato “motu proprio” tale norma giurisprudenziale ?

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