Carla Bruni: rifiutata la donazione per la sua fotografia senza vestiti

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Carla Bruni

Vi ricordate della storia della fotografia senza veli di Carla Bruni che sarebbe stata messa all’asta? I soldi di questa vendita, ben 91mila dollari, sarebbero dovuti andare in beneficenza. Ma indovinate un po’? Secondo Le Matin Dimanche, Beat Richner, l’uomo che dirige l’associazione Kantha Bopha, alla quale i soldi erano destinati, ha deciso di rifiutare questa offerta generosa. In rispetto ai suoi malati.

Questo pediatra svizzero, che è il direttore di molti ospedali pedriatici in Cambogia, ha rifiutato i soldi che arrivavano proprio da questa asta benefica, che aveva messo all’asta una fotografia di nudo dell’attuale moglie di Nicolas Sarkozy: una fotografia di Carla Bruni che risale al passato. Beat Richner non vuole che la sua associazione “venga coinvolta nell’utilizzazione mediatica della nudità della signora Bruni. L’idea di questo dono è un mezzo per assicurare pubblicità all’asta e fama al fotografo. E’ un modo per servirsi di noi“.

E poi ha sottolineato che in Cambogia “l’utilizzazione del nudo non è compresa come in Occidente“. “La mia decisione è stata presa per rispetto verso i miei pazienti e le loro madri (…) L’accettare denaro che viene dallo sfruttamento di corpi femminili sarebbe percepita come un insulto“.

Fonte | Repubblica

Lun 14/04/2008 da Patrizia Chimera in

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Francy 14 aprile 2008 13:55
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(…) Beat Richner non vuole che la sua associazione “venga coinvolta nell’utilizzazione mediatica della nudità della signora Bruni. L’idea di questo dono è un mezzo per assicurare pubblicità all’asta e fama al fotografo. E’ un modo per servirsi di noi“.(…)
QUEST’UOMO HA GIA’ DETTO TUTTO.
SARA’ CHE NON SOPPORTO QUELL’ARRIVISTA DELLA BRUNI (TRA L’ALTRO BRUTTA)…FATTO STA CHE APPROVO PIENAMENTE LE PAROLE DEL SIG RICHNER!

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Simona 14 aprile 2008 15:16
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Il pediatra può avere tutte le ragioni del mondo, ma non posso fare a meno di pensare che ai suoi protetti cambogiani quei soldi avrebbero fatto proprio comodo, a prescindere dalla loro provenienza

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Gio 14 aprile 2008 16:15
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quoto Simona!!!
lui, ovviamente, può fare ciò che vuole ma, dato che i soldi sarebbero poi finiti a chi ne aveva realmente bisogno (e che giustamente se ne strafrega di dove vengano), non mi pare una mossa benefica molto intelligente…

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Gio 14 aprile 2008 16:17
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non penso che ai bambini cambogiani interessi molto se la scodella di riso piena e 2 bicchieri d’acqua vengano donati loro grazie alla vendita di un’aspirapolvere atomico piuttosto che di una foto di una donna nuda…

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Ghighiddo 14 aprile 2008 19:50
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