Capo Nord in moto: un’avventura unica

  • Commenta
  • Condividi
  • Email
  • Stampa

Foto: Capo Nord Moto

Capo Nord e’ la meta preferita dai motociclisti italiani: in molti ogni anno partono per raggiungere la rupe, affrontando un viaggio che e’ entrato nel mito. E il primo maggio scorso e’ partito un viaggio davvero particolare, che unisce a questo sogno a due ruote un altro sogno, quello di una vita “normale”.

Sandro Dutto, Sergio Anfossi e Simone Chieregato sono infatti partiti alla volta di Capo Nord, a bordo delle loro moto. I primi due sono disabili e per loro e’ stata fornita una moto a tre ruote. Il terzo li seguira’ con un furgone per trasportare tutto il necessario. Un viaggio che li portera’ da Venezia fino a NordKapp e poi di nuovo a Venezia, dove ritorneranno il prossimo 7 giugno 2009. L’idea Adriartica e’ venuta a Disabiliovunque, per permettere ai disabili di viaggiare in tutto il mondo, perche’ l’handicap non ferma questa voglia irrefrenabile di scoprire posti nuovi. Voglia insita in ogni essere umano.

Ma Capo Nord cosa nasconde? Perche’ rappresenta un sogno per tutti i motociclisti italiani? Cosa nasconde questa rupe che, in realta’, e’ un promontorio in mezzo al nulla? Capo Nord e’ ben altro, e’ la realizzazione di un’avventura molto particolare, che porta i centauri dall’Italia, nel Sud dell’Europa, fino al punto piu’ alto del Nord d’Europa, Capo Nord: un viaggio della vita, insomma.

Come ci racconta Antonio Tofani, un motociclista che da dieci anni accompagna gruppi di centauri alla conquista della vetta di Capo Nord, con la sua agenzia viaggi Raidinside, specializzata proprio in viaggi di gruppo in moto. Ecco dalle sue parole, cosa vuol dire per un motociclista italiano arrivare su due ruote a Capo Nord:

Cosa vuol dire per un motociclista Capo Nord?
La risposta è sempre stata unanime, Capo Nord è una meta assolutamente mitica per il motociclista, il pensiero fisso, il viaggio della vita, non esiste altro che lo può sostituire“.

Tu che l’hai fatto per dieci anni, cos’e’ cambiato?
Come per tutte le cose che tirano è cambiato l’impatto iniziale, è diventato troppo turistico, prima non c’era nulla e la strada era sterrata, ora addirittura il casello per pagare l’ingresso, non c’è più l’omino che ti corre dietro con la borsetta e i biglietti“.

E nel modo di vivere questa esperienza?
Come la prima volta, tanti ricordi che si accavallano, tutti belli, tante esperienze condivise con moltissimi motociclisti, se facciamo una media di 20/25 l’anno ne ho accompagnati piu di 200. Da questo viaggio ho visto nascere e morire amori ed amicizie, è un tour che ti mette a dura prova, ma che secondo me ti da’ una carica che forse in poche parti del mondo riesci a trovare“.

Dopo 10 anni, le emozioni sono sempre le stesse o ormai “ci hai fatto l’abitudine“?
“L’abitudine a capo nord non si fa mai, pelle d’oca come la prima volta, dal primo all’ultimo giorno. Posso risponderti così per farti capire… il mio sogno è andare a capo nord!!

Infine, consigli per chi vuole imbarcarsi in questa avventura?
Hai detto bene è prorpio un’avventura, per tanti motivi, quasi 11.000 kilometri non sono pochi e fatti in 3 settimane non sono uno scherzo. Un consiglio disinteressato?? Partite con Raid Inside.. seriamente, moto in ordine, gomme nuove e tagliando, poi se ha 10 anni non fa nulla. La passione e il miraggio della Rupe poi farà il resto“.

Insomma, un viaggio che tutti i motociclisti devono fare, anche i disabili, una volta nella vita: un po’ come per un musulmano andare alla Mecca. E l’avventura di questo gruppo di motociclisti ci fa davvero capire come nulla sia impossibile!

Fonte | Agi

Sab 16/05/2009 da chicca in , ,

Commenta

Ricorda i miei dati

Pubblica commento