Il call center della preghiera

La Basilica di Santa Anastasia al Palatino di Roma ha intrapreso un’iniziativa molto particolare. Per tutti coloro che non hanno il tempo di pregare o che non si osano farlo, questa chiesa ha adottato un sistema innovativo e all’avanguardia per permettere alle loro preghiere di essere recitate nel modo più corretto: il rettore, don Alberto Pacini, ha ideato il primo call center della fede. Basta una chiamata per trovare conforto e appoggio. E anche per lanciare il proprio sos: un gruppo di preghiera, accolta la richiesta di aiuto, si metterà all’opera per chiedere l’intercessione del Signore.
“Ci sono tante persone che sono impossibilitate, per serie ragioni, a venire in chiesa per pregare e ce ne sono altrettante che hanno bisogno di aiuto o di un semplice conforto. Il nostro servizio è rivolto a tutta questa gente”. Così padre Gregorio, che affianca il rettore in questa impresa, ha spiegato ai giornalisti i motivi della nascita del call center della preghiera. Si può chiamare tutti i giorni della settimana: la domenica ovviamente è inclusa. E ci sarà sempre qualcuno pronto a rispondere agli appelli di aiuto: è anche un modo per far sentire meno sole tutte quelle persone costrette a casa, che nel call center delle fede possono vedere un amico sempre in ascolto.
“Il gruppo di preghiera è composto da almeno 186 persone che riescono a coprire l’arco dell’intera settimana durante la quale arrivano le telefonate di aiuto. Cerchiamo di esaudire tutte le richieste: ci sono persone che non hanno un lavoro e chiedono per questo una intercessione. Persone che hanno problemi economici, altri ci chiedono di poter superare le paure che li opprimono”. E poi ci sono anche le telefonate di “madri che chiedono al Signore di vegliare sui problemi scolastici dei figli. Ma ci sono anche mariti e mogli che chiedono di pregare per il loro matrimonio che va in frantumi. Ovviamente a noi si rivolgono anche persone con gravi problemi di salute”.
Ven 22/09/2006 da Patrizia Chimera



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