Call Center Lager: a Firenze picchiati e offesi

A Firenze esisteva un Call Center dove i suoi lavoratori erano costretti a lavorare in condizioni da lager. Gli addetti al telefono non solo venivano umiliati e trattati malissimo, ma venivano anche picchiati: un frustino sbattuto sulle gambe era la punizione per tutti quei telefonisti che sul posto di lavoro non si impegnavano abbastanza. Telefonisti costretti a stare al proprio posto, senza poter andare nemmeno in bagno se prima non avevano fatto un determinato numero di chiamate e trovato degli appuntamenti per mandare i venditori a presentare, casa per casa, l’aspirapolvere anti acaro. Una situazione lavorativa da schiavismo, quella che si respirava in questo Call Center.
Chi non raggiungeva gli obiettivi previsti dal gruppo veniva punito ed umiliato, mentre gli altri erano premiati se riuscivano a fare il loro lavoro. “Ti stimo tantissimo, non provare mai a deludermi“, questo quello che si leggeva nelle pergamene che la ditta Italcarone di Incisa Valdarno dava ai piu’ bravi.
La storia di Paolo Virzi’ raccontata in “Tutta la vita davanti” ci sembrava esagerata: ma invece e’ quello che accade in moltissimi Call Center del nostro paese. La situazione e’ venuta a galla perche’ alcuni ex telefonisti ed ex venditori hanno deciso di fare una denuncia alla Federconsumatori e alla Guardia di Finanza, che ha aperto un’inchiesta che ha portato all’arresto di cinque persone, accusate ora di associazione a delinquere finalizzata alla frode in commercio e alla frode fiscale.
Il racconto di quello che accadeva all’interno di questo call center e’ davvero uguale a quello del film del noto regista italiano: la mattina si iniziava a lavorare con l’inno nazionale, tutti mano nella mano, o cantando qualche slogan che doveva servire a motivare i telefonisti. I lavoratori dovevano prendere contatti telefonici per poter mandare i venditori a casa della gente, a piazzare un aspirapolvere pagato 350 euro, che invece veniva venduto a piu’ di 3500 euro. Un aspirapolvere presentato come “presidio medico chirurgico elettromedicale anti acaro” in possesso dell’autorizzazione del ministero della Salute. Ovviamente era tutto falso! Chi vendeva di piu’ riceveva un bel premio, chi falliva, invece, non veniva pagato e veniva umiliato davanti a tutti. Altro che storia da film: questa, purtroppo, e’ la realta’!
Immagine presa da:
lavoro.tiscali.it.
Fonte | Repubblica
Gio 13/05/2010 da Patrizia Chimera in Call Center, Firenze






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