Calciopoli: la Juventus “Pronti a chiedere revisione processi”

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John Elkann

“Nel pieno rispetto delle attività riguardanti processi in corso, la Juventus valuterà attentamente con i suoi legali l’eventuale rilevanza di nuove prove”. Con questo comunicato diffuso tramite il sito internet ufficiale, la società bianconera alza la voce sul processo penale in corso a Napoli per lo scandalo Calciopoli, dopo la pubblicazione delle nuove intercettazioni tra Moratti, Collina, Bergamo e Meani.

Tutto questo, come si legge nella nota della società torinese “al fine di garantire, in ogni sede sportiva e non, e come sempre ha fatto, la più accurata tutela della sua storia e dei suoi tifosi”. A questo proposito la Juventus esprime fiducia nella “parità di trattamento per tutti” per quanto riguarda il procedimento giudiziario pendente e ricorda che tale pensiero fu già espresso ufficialmente nel 2006, in occasione del processo di fronte alla giustizia sportiva. Insomma, un invito ad evitare qualsiasi trattamento “due pesi, due misure” dopo i due scudetti assegnati a tavolino all’Inter.

La posizione della società era stata caldeggiata dal passaparola tra i tifosi, sia attraverso forum, newsgroup e altri luoghi virtuali di incontro su internet, sia durante le recenti contestazioni per i ripetuti tracolli in campo della squadra guidata da Zaccheroni. Intanto, in una lettera al Corriere della Sera, il vicepresidente della Fiat, John Elkann, ha voluto precisare che la Juventus non è mai stata “parte attiva nel formulare ed accettare la propria condanna. L’osservanza delle regole e il rispetto delle istituzioni sportive sono gli unici valori che hanno guidato ogni nostra decisione e comportamento” contestando quindi la versione dei fatti secondo cui la società avrebbe scaricato troppo in fretta Moggi e Giraudo all’epoca del processo sportivo.

Fonte | Repubblica

Gio 08/04/2010 da Andrea Paternostro in ,

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Miki foggia 9 aprile 2010 17:16
Subtract karmaAdd karma

miki foggia scrive:
9 aprile 2010 alle 16:51l’aborto giuridico, il pressapochismo, la mediccrità e superficialità del 2006. La chirazze e verità piano piano viene fuori
1)
Clamoroso Sandulli: “Campionato regolare, nessun illecito”
pubblicato: giovedì 27 luglio 2006 da gianni calicchio in: Altro Personaggi Notizie Calciopoli
Clamoroso quanto affermato dal presidente della Corte Federale Piero Sandulli al quotidiano “Il Romanista”:

“Non ci sono illeciti. Era tutto regolare. Il campionato 2004/2005 non è stato falsato. L’unico dubbio è Lecce-Parma. La Juve protesta? Mi stupisco. Abbiamo confermato la sentenza Caf”.
Calciopoli è stata tutta una messa in scena? Dietro il sipario qualche fantomatico burattinaio è riuscito a “manovrare” indagini e sentenze?

2)L’ex commissario straordinario della Figc commenta i nuovi sviluppi di Calciopoli: «Alla luce di quanto sta emergendo dovranno essere fatte opportune valutazioni per quelle che poi devono essere delle decisioni che potrebbero anche essere prese. Rossi decise di assegnare il tricolore all’Inter. Io ho sempre detto che poteva anche non essere assegna
ROMA, 9 aprile – «Sono emersi nuovi fatti che la Figc saprà sicuramente valutare con attenzione. Alla luce di quanto sta emergendo dovranno essere fatte opportune valutazioni per quelle che poi devono essere delle decisioni che potrebbero anche essere prese». Queste le parole di Luca Pancalli, presidente del Comitato paralimpico ed ex commissario straordinario della Figc appena dopo lo scandalo di Calciopoli nel 2006. «Quello che leggiamo oggi – ha aggiunto Pancalli – ci dà l’idea di un sistema che era un pò più strutturato di quanto magari non lo si immaginasse. Fretta nell’assegnare lo scudetto all’Inter? L’ex commissario Guido Rossi in quel periodo si affidò al parere del comitato dei saggi – ha proseguito Pancalli – che delineò la situazione spiegando bene che lo scudetto poteva essere assegnato o non assegnato. Alla luce di quella che era la decisione dell’epoca Rossi decise di assegnarlo all’Inter. Io ho sempre detto che poteva anche non essere assegnato».

3) L’ex commissario straordinario della Figc commenta i nuovi sviluppi di Calciopoli: «Alla luce di quanto sta emergendo dovranno essere fatte opportune valutazioni per quelle che poi devono essere delle decisioni che potrebbero anche essere prese. Rossi decise di assegnare il tricolore all’Inter. Io ho sempre detto che poteva anche non essere assegna
ROMA, 9 aprile – «Sono emersi nuovi fatti che la Figc saprà sicuramente valutare con attenzione. Alla luce di quanto sta emergendo dovranno essere fatte opportune valutazioni per quelle che poi devono essere delle decisioni che potrebbero anche essere prese». Queste le parole di Luca Pancalli, presidente del Comitato paralimpico ed ex commissario straordinario della Figc appena dopo lo scandalo di Calciopoli nel 2006. «Quello che leggiamo oggi – ha aggiunto Pancalli – ci dà l’idea di un sistema che era un pò più strutturato di quanto magari non lo si immaginasse. Fretta nell’assegnare lo scudetto all’Inter? L’ex commissario Guido Rossi in quel periodo si affidò al parere del comitato dei saggi – ha proseguito Pancalli – che delineò la situazione spiegando bene che lo scudetto poteva essere assegnato o non assegnato. Alla luce di quella che era la decisione dell’epoca Rossi decise di assegnarlo all’Inter. Io ho sempre detto che poteva anche non essere assegnato».

4) La procura di Napoli ha reagito dopo la pubblicazione delle telefonate tra Moratti e Bergamo parlando di un tentativo di “fare disinformazione” e sottolineando che l’esistenza di una telefonata non rappresenti necessariamente un reato. La cosa che però lascia molto perplessi arrivati a questo punto, è che il Pm Giuseppe Narducci in data 27 Ottobre 2008, nella sua requisitoria di apertura del processo celebrato con rito abbreviato nei confronti di 11 imputati, tra i quali Antonio Giraudo, aveva smentito categoricamente l’esistenza di altre telefonate che riguardassero altri dirigenti; ”balle smentite dai fatti” per usare le sue parole.
Lo scopo era quello di liquidare la tesi sostenuta da diversi imputati, tra i quali Moggi e Giraudo, seconda la quale ad intrattenere rapporti con i designatori erano tutti i dirigenti di tutte le squadre e che la cosa fosse normale e risaputa. Queste le parole del Pm Narducci nella sua requisitoria:
”Piaccia o non piaccia agli imputati non ci sono mai telefonate tra Bergamo o Pairetto con il signor Moratti, o con il signor Sensi o con il signor Campedelli, presidente del Chievo. Ci sono solo quelle persone (gli attuali imputati, ndr), perché solo quelle colloquiavano con i poteri del calcio. I cellulari erano intercettati 24 ore su 24: le evidenze dei fatti dicono che non e’ vero che ogni dirigente telefonava a Bergamo, a Pairetto, a Mazzino o a Lanese: le persone che hanno stabilito un rapporto con questi si chiamano Moggi, Giraudo, Foti, Lotito, Andrea Della Valle e Diego Della Valle”
Adesso il Pm Narducci dovrà spiegare il perché di queste sue affermazioni, e chiarire se la sua negligenza fu di natura colposa o dolosa. Un velo sempre più torbido avvolge dunque la vicenda che adesso merita chiarezza nel più breve tempo possibile vista la grossolanità delle contraddizioni emerse che non lasciano margini ad interpretazioni di sorta.

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