Busta esplosiva alla Lega: rivendicazione anarchica. Proiettile al premier

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Polizia scientifica alle Poste a Milano (Ansa)

Doppio allarme nel mondo politico in 24 ore, per due episodi intimidatori che però non avrebbero, stando ai primi riscontri, alcun legame tra loro: una busta esplosiva indirizzata alla Lega Nord è stata trovata in un ufficio postale, dove ha ferito lievemente un impiegato; un proiettile è stato spedito assieme ad una lettera, indirizzata al presidente del Consiglio. Tutto questo il giorno precedente alle elezioni regionali, che si terranno domani in 13 regioni e in cui saranno chiamati al voto 13 milioni di italiani in 460 comuni. Ma secondo le prime indagini gli episodi non sarebbero legati al voto. Condanna dalle istituzioni.

All’alba, prima delle 6 del mattino, è stata trovata la busta nell’ufficio delle Poste, in piazza Lugano. Il pacco conteneva un ordigno a strappo, confezionato in modo artigianale, ma secondo gli inquirenti era senza esplosivo, a differenza di quello deflagrato a metà dicembre all’università Bocconi senza fortunatamente provocare alcun ferito. La fiammata ha coinvolto l’impiegato Pietro De Simone, poi trasportato all’ospedale, dove il pronto soccorso l’ha ricevuto con codice giallo a causa di lievi ustioni alle mani. Al pacco era allegato un breve volantino, firmato dal gruppo anarchico radicale “Sorelle in armi-Fai Nucleo Mauricio Morales“, lo stesso che aveva rivendicato l’attentato senza conseguenze all’università milanese.

Ieri pomeriggio invece la scoperta della lettera di minacce per Silvio Berlusconi, nel centro meccanizzato di smistamento delle Poste vicino all’aeroporto milanese di Linate. “Farai la fine del topo” c’era scritto sotto il nome del Presidente del Consiglio, che era anche il destinatario della lettera, indirizzata alla Villa San Martino di Arcore.

Condanne da tutto il mondo politico. La reazione del governo è affidata al ministro dell’Interno, Roberto Maroni, che ha dichiarato: “Sono atti di terrorismo politico da stroncare”. Il presidente della camera Fini ha rivolto un appello con “l’auspicio che tutte le forze politiche respingano con forza ed intransigenza ogni tentativo volto a turbare la vita democratica e la dialettica politica”. Tra le varie dichiarazioni si registra però anche lo scontro tra Antonio Di Pietro e Maurizio Gasparri, con il durissimo affondo di quest’ultimo (“Ricevo spesso minacce che non mi impressionano, come queste di oggi, in generale provengono da ambienti quali quelli dei sostenitori del noto frequentatore di criminali della ‘ndrangheta o della Bulgaria, Antonio Di Pietro”) al quale ha fatto seguito la replica del leader Idv con annuncio di azioni legali: “Dell’infamia detta, Gasparri risponderà nelle sedi opportune perché è assurdo accusare me di essere il mandante di un gesto grave e vile”.
La Digos di Milano ha per ora escluso qualsiasi legame tra i due episodi, secondo quanto ha affermato l’esperto dirigente Bruno Megale.

Immagine dalla home page www.ansa.it

Fonte | Repubblica

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