Buon compleanno Fratelli d’Italia!

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Fratelli d'Italia

Il 12 ottobre del 1946 un certo inno scritto nel 1847 da Goffredo Mameli, patriota e poeta, diventò l’inno provvisorio della Repubblica Italiana. Solamente dopo 59 anni, nel 2005, grazie alla caparbietà dell’allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, l’inno di Mameli, meglio conosciuto come “Fratelli d’Italia” divenne l’inno ufficiale del nostro stato. Oggi siamo qui per festeggiare i suoi primi 60 anni.

Ciampi durante il suo mandato ha fortemente voluto che gli italiani imparassero ad apprezzare il proprio inno. E dove non ci è riuscito lui, ci ha pensato la nazionale di calcio ai mondiali di Germania: tutti l’hanno cantato a squarciagola, soprattutto la sera del 9 luglio. L’inno, scritto da Mameli e musicato da Michele Novaro, che apportò qualche modifica, in realtà fu composto per celebrare il centenario della cacciata degli austriaci. Durante il Risorgimento divenn l’inno dei patrioti italiani. E poi l’inno di tutti gli italiani, anche se dovette aspettare un po’ di tempo prima di diventare l’inno ufficiale.

Noi tutti conosciamo solamente la prima strofa e il coro, ripetuti solitamente due volte, e seguiti da un deciso e sonoro sì. Ecco allora l’inno di Mameli completo.
Fratelli d’Italia
L’Italia s’è desta
Dell’elmo di Scipio
S’è cinta la testa
Dov’è la vittoria?
Le porga la chioma
Ché schiava di Roma
Iddio la creò

Stringiamci a coorte
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò
Noi siamo da secoli
Calpesti, derisi
Perché non siam Popolo
Perché siam divisi
Raccolgaci un’Unica
Bandiera una Speme
Di fonderci insieme
Già l’ora suonò

Stringiamci a coorte
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò
Uniamoci, amiamoci
L’unione e l’amore
Rivelano ai Popoli
Le vie del Signore
Giuriamo far Libero
Il suolo natio
Uniti, per Dio,
Chi vincer ci può?

Stringiamci a coorte,
Siam pronti alla morte,
L’Italia chiamò.
Dall’Alpi a Sicilia
Dovunque è Legnano,
Ogn’uom di Ferruccio
Ha il core, ha la mano,
I bimbi d’Italia
Si chiaman Balilla
Il suon d’ogni squilla
I Vespri suonò

Stringiamci a coorte
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò
Son giunchi che piegano
Le spade vendute
Già l’Aquila d’Austria
Le penne ha perdute
Il sangue d’Italia
Il sangue polacco
Bevé col cosacco
Ma il cor le bruciò

Stringiamci a coorte
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò
Sì

Gio 12/10/2006 da Patrizia Chimera

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