Bullismo: preside fa leggere Pinocchio e il libro Cuore
Come fare per punire a scuola dei ragazzi che si sono macchiati di bullismo? Il preside della Scuola Media Anna Frank di Piacenza ha avuto un’idea che fara’ sicuramente discutere: per un’ora, nell’ufficio del dirigente, i ragazzi dovranno leggere dei brani tratti da Pinocchio e dal libro Cuore.
Questa la punizione pensata dal preside per gli studenti che saranno sorpresi a fare i bulli con i loro compagni. “Nei giorni scorsi è capitato un episodio spiacevole, in una classe. Tra due ragazzi di etnie diverse sono intercorse minacce. Io ci tengo subito a dire che non sono solo il preside fino al cancello, ma lo sono anche fin sulla strada. E che per tenerli sotto controllo, affinché non passino dalle minacce ai fatti, mi farò trovare fuori in cortile all’ora di entrata e all’ora di uscita. Ma non basta. Mi sono fatto scrivere su un foglietto i nomi, da loro stessi“.
Nel caso dovesse succedere qualcosa del genere in futuro, ora lui ha la sua punizione: in piedi i ragazzi dovranno leggere davanti a lui o un brano tratto da Pinocchio o preso dal libro Cuore di De Amicis. E alla fine dovranno fare un riassunto di cio’ che hanno letto. Insomma, una punizione (dover lavorare con il preside), che vuole educarli e istruirli (leggere dei libri davvero molto significativi!).
Ma non finisce qui. Il preside vuole anche incentivare gli studenti a comportarsi bene: se migliorano, lui paghera’ di tasca sua l’acquisto di alcuni libri, da dare loro in regalo. Insomma, una punizione davvero particolare: funzionera’?








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Commenti (6)
Grande!
invito al ministro della pubblica istruzione ad inserire nuovamente questi testi nella scuola come accadeva anni or sono. erano letture delle classi elementari.ma forse il ministro è troppo giovane, quando andava a scuola l’on questi testi, li avevano già aboliti
Il bullismo è sempre esistito, oggi il fenomeno è più allargato, dovuto all’inesistenza dei genitori.
I figli crescono a ruota libera per cui nessuna educazione ricevono in famiglia tanto meno a scuola.
I ragazzi decidono tutto quello che vogliono fare, sia nel bene che nel male. I genitori sono inesistenti, almeno questo è per la massa.
Premesso ciò vi posso assicurare che avendo vissuto esperienze dirette, il bullismo l’ho stroncato sul nascere.
Il mio primo figlio, per frequentare le scuole superiori doveva prendere il pullman e quindi ogni giorno 15 km di andata e 15 km di ritorno ed orari non sempre facili.
Con i miei ragazzi ho avuto sempre un ottimo dialogo, sin da bambini mi raccontavano come passavano la giornata fuori casa.
Nel paese la droga era del tutto sconosciuta allora, ma in città ahimè dilagava. Così alla domanda se presso la loro scuola girava la droga, mi risposero si papà, vediamo dei ragazzi spacciare.
Lì per lì l’istinto mi portava non solo a denunciare il tutto alla polizia ma anche ad intervenire in prima persona, ma il buon senso mi portò a fare riflessioni diverse.
Ragazzi voi quando vedete quei soggetti, lungo il vostro percorso, cambiate strada o marciapiede, ed i ragazzi hanno sempre ubbidito, lontano da quei brutti ceffi.
Un giorno nel parlare vidi il rag**** più grande un po’ preoccupato, la cosa mi portò ad approfondire , cosa ti succede? Dai raccontami. Il rag**** prima ..no.. niente papà.
Dai c’è qualcosa che mi nascondi, racconta.. il rag**** esortato, incominciò col dire- papà sul pullman c’è un rag**** che mi da fastidio- Cosa combina? Quando salgo sul pullman e sto seduto lui si avvicina e mi fa alzare e mi canzona facendo ridere le ragazze. Tu non ti alzare!!!!! Papà quello mi tira su per il bavero della giacca, mi spintona.
Ma che dici un tuo coetaneo ti da fastidio e tu non sei capace di difenderti? No – papà non è un mio coetaneo lui è dell’ultimo anno ed è anche ripetente, ha 20 anni.
Ascolto e riflettendo dico a mio figlio, si a questo punto le cose cambiano, tu non puoi misurarti a 14 con lui che ne ha 20. Lui è un adulto tu sei un rag****, quindi è un confronto impossibile.
Tu non dare mai fastidio a nessuno, la cosa la gestirò io sta calmo che si risolverà. Quel rag**** abitava a 7 km dopo di noi, non fu difficile identificare sia lui che la famiglia.
Il pullman lungo il suo percorso serviva anche un paese laterale , facendo un giro vizioso, per cui quelli dei paesi collinari preferivano scendere all’incrocio per poi riprenderlo al ritorno.
Mentre rincasavo con la mia macchina, veniva anche mio figlio, avvicinandomi all’incrocio vedendo il gruppo di ragazzi domandai se intravedeva quel rag****, mio figlio – si papà è quello più alto.
Rallento, accosto, parcheggio, nel mentre il bullo mi intravide e con altri due compagni si infilò nel bar vicino. Scendo e con me mio figlio, entro nel bar, il proprietario che mi conosceva, voleva offrirmi del caffè, ringraziai, data l’ora il caffè non era gradito.
Mi avvicino ai tre ragazzi che sono al banco a consumare, chiesi al bullo se conosceva mio figlio, lui con fare incerto rispose – si.. mi sembra che viaggia nello stesso mio pullman – ripongo la domanda- ti ha dato mai fastidio? No! – a quel punto gli sferro un ceffone, di quelli che fanno tremare i denti, dicendo: se a te questo rag**** non ti ha dato mai fastidio perché tu ti diverti a renderlo ridicolo nel pullman?
Pronto a dargliene ancora se si fosse reso necessario, ma il finto bullo si accorse che non scherzavo, mentre lui massaggiandosi la guancia rispose- io ho voluto solo scherzare.
Gli dissi che doveva scherzare coi suoi pari, e che mai e poi mai avrebbe dovuto più avvicinare mio figlio, caso contrario sul pullman la mattina avrebbe trovato me seduto, pronto a buttarlo anche dal finestrino se occorreva.
Poiché le mie richieste non lasciavano dubbi, mi rispose che potevo stare tranquillo, che non avrebbe più dato fastidio a mio figlio.
Così fu e mai i miei ragazzi hanno subito episodi di violenza, tantomeno i miei ragazzi si sono mai permesso di fare del male a chicchessia, perché sapevano che non lo tolleravo.
Qualcuno penserà che abbia voluto risolvere il tutto con la forza, ma certe volte è la scelta migliore credetemi.
Se allora fossi andato a lamentarmi dal dirigente scolastico, mi avrebbe riso dietro, se andavo dai carabinieri si sarebbero scrollato le spalle e i miei figli sarebbero cresciuti con l’handicap della paura, così ho stroncato sul nascere tutto, pronto a difendere con ogni mezzo il male che subiva mio figlio.
Credetemi ancora oggi, la penso così, sono rispettoso di tutti, cedo il passo alle persone anziane, aiuto i deboli, difendo chi viene maltrattato, mi sono esposto tante volte, è più forte di me, non c’è la faccio a chiudere gli occhi e non vedere.
Oggi viviamo in una società che non ha più valori, non c’è più educazione, solo egoismo.
Tutto questo fatta eccezione per quella sparuta minoranza, che ancora sente qualcosa di umanità.
Molti leggendo questo mio scritto disapproveranno il metodo, ma credetemi da risultati certi, reali e immediati e non produce spese alla collettività, io mi sono trovato con risultati buoni, oggi i miei figli sono dirigenti e in carriera, io sono un dirigente in pensione che non mi sento sereno a leggere le violenze gratuite, che si perpetrano ai danni dei ragazzi indifesi, dai genitori prima e dalle istituzioni poi. Sono pronto a scendere in campo qualora un mio familiare fosse vittima di una violenza gratuita e immotivata.
Grazie per la pazienza avuta.
Mike
ciao Mike,sono d’accordo che i genitori sono inesistenti e lasciar decidere cosa fare ai propri figli cosa fare in ogni situazione è controproducente,perchè ai figli e anche agli altri ragazzi bisogna insegnargliele le buone maniere e a voler bene al prossimo,non è una cosa che hanno dalla nascita.Dalla nascita se lasciati a sè stessi gli esseri umani sono come tutti gli altri animali,cioè con l’istinto di sopraffazione del più forte sul più debole e il più debole deve sottostare o si elimina.Se i figli diventano così non è colpa loro ma nostra,di noi genitori che non sappiamo educarli e con la scusa della libertà li abbandoniamo a loro stessi e di fatto ce ne laviamo le mani.Bisogna guidarli passo passo al rispetto verso gli altri e verso se stessi fino alla maggiore età,come si guida un bimbo fino a scambiare i primi passi e solo quando è in grado di reggersi da solo si lascia andare.Se non lo facciamo la conseguenza di tutto ciò è solo colpa nostra.Il bullismo è una cosa istintiva e primitiva e esiste dalla notte dei tempi,stà a noi e all’educazione che diamo ai nostri figli fare in modo che ciò non accada,meglio che piangano per un ceffone dato al momento giusto,non che debbano soffrire e piangere loro e gli altri in futuro.
scusa Mike,sono una mamma,sono io che ti ho risposto prima e sono d’accordo con tè che bisogna essere sempre presenti con i figli,ma senza essere ossessivi,perchè c’è anche il rovescio della medaglia purtroppo!
Mike, da ex rag**** che ha subito, come molti altri, il bullismo di ragazzi piu grandi (fortunatamente non ai livelli odierni), sono perfettamente d’accordo con te.
Concordo in pieno con tutto il tuo discorso e il tuo modo di pensare ed agire.
In un paese dove le istituzioni scolastiche non danno le necessarie sicurezze ed attenzioni e dove persino la legge è inutile di fronte a certe situazioni, l’unica scelta e soluzione è intervenire noi stessi.
Con calma ma con mano ferma!
Non so se leggerai questa mia risposta ma se ti fa piacere vorrei scambiare qualche parola con te via mail.
Fammi sapere se la cosa è possibile.
Saluti. Alessandro