Bruno Contrada chiede l’eutanasia: storia dell’ex agente del Sisde
In questi giorni è tornato d’attualità il caso giudiziario di Bruno Contrada, l’ex agente del Sisde, finito in carcere molto tempo fa. Lui continua a proclamarsi innocente. Mentre i suoi familiari e i legali chiedono per lui la grazia. L’ultimo colpo di scena proprio oggi: Bruno Contrada ha chiesto l’eutanasia. Ma chi è Bruno Contrada?
Bruno Contrada nasce a Napoli il 2 settembre del 1931. A 27 anni entra nel corpo di Polizia, frequentando nella città di Roma il corso di istruzione all’Istituto Superiore di Polizia.

Bruno Contrada, dirigente generale della polizia
All’inizio comincia a lavorare nella regione Lazio e gli vengono affidati diversi ruoli. Nel 1973 viene chiamato alla direzione della squadra mobile di Palermo.
Nove anni dopo l’incarico più importante: coordinatore dei centri della regione Sicilia e della regione Sardegna del Sisde, il Servizio per le Informazioni e la Sicurezza Democratica. Nel 1986 viene chiamato nella capitale al Reparto Operativo della Direzione del SISDE.

Stemma del Sisde
Poi all’improvviso, alla vigilia di Natale del 1992, Bruno Contrada viene arrestato. L’accusa è molto pesante: concorso esterno in associazione mafiosa. Ad incastrare l’ex agente del Sisde, alcuni collaboratori di giustizia, come Gaspare Mutolo, Tommaso Buscetta, Giuseppe Marchese, Salvatore Cancemi. Ed ecco tutti i passaggi giudiziari:
- 24 dicembre 1992: l’arresto.
- 31 luglio 1995: Bruno Contrada esce dal carcere.
- 12 aprile del 1994: inizia il primo processo che terminerà solamente il 19 gennaio 1996. Al termine di una requisitoria durata ben ventidue udienze, Antonino Ingroia, il pubblico ministero che ci occupa del caso, chiede per Bruno Contrada una condanna a dodici anni di reclusione.
- 5 aprile 1996: i giudici condannano l’ex poliziotto a dieci anni di reclusione e tre anni di libertà vigilata.
- I legali di Bruno Contrada si rivolgono, allora, alla Corte d’Appello. In questa sede i giudici di Palermo assolvono con formula piena l’ex agente del Sisde: le accuse non sussistono.
- Il processo passa all’ultimo grado di giudizio: la Corte di Cassazione. I giudici della Corte Suprema si pronunciano il 12 dicembre 2002: la sentenza della Corte d’Appello deve essere annullata. Bruno Contrada deve tornare in tribunale di secondo grado, in una nuova sezione della Corte d’Appello di Palermo.
- Il 26 febbraio 2006 i giudici della Corte d’Appello si pronunciano di nuovo: dopo 31 lunghissime ore di camera di consiglio, i giudici confermano la sentenza di primo grado.
- Il caso Bruno Contrada ritorna in Corte di Cassazione. E’ il 10 maggio 2007 e i giudici dell’ultimo grado della giustizia italiana confermano la sentenza di primo grado.
- Bruno Contrada torna in prigione, presso il carcere militare di Santa Maria Capua Vetere, nei pressi di Napoli. Ancora oggi Bruno Contrada si trova in prigione.

Bruno Contrada in tribunale
Da allora l’avvocato dell’ex agente, Giuseppe Lipera, e la signora Contrada si battono perchè l’uomo possa uscire di prigione.

Bruno Contrada e la moglie
A dicembre 2007, il difensore ha chiesto al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano con una “accorata supplica” di concedere la grazia a Bruno Contrada, che però non l’ha mai voluta: lui si proclama innocente e la grazia viene concessa a chi è colpevole di un reato.

Giorgio Napolitano
Molte le polemiche che seguirono a questa richiesta: Antonio Di Pietro ha definito la domanda di grazia “una scorciatoia per sfuggire a una condanna per associazione mafiosa“. Clemente Mastella, invece, ha voluto ricordare che “la decisione circa l’istanza di differimento della pena per ragioni di salute è di esclusiva competenza della magistratura di sorveglianza“.

Clemente Mastella
Bruno Contrada in seguito a queste polemiche, ha voluto rilasciare un messaggio: “Non ho mai chiesto, né chiedo, né chiederò mai la grazia a quello Stato da cui mi sarei aspettato un grazie e non una grazia“.
Ma la storia di Bruno Contrada non finisce qui. Lo scorso 28 dicembre il magistrato di sorveglianza ha concesso il ricovero di Bruno Contrada nel reparto detenuti dell’Ospedale Cardarelli di Napoli. Il giorno dopo lo stesso Contrada ha firmato le dimissioni volontarie per le “condizioni inaccettabili del reparto“.
Il 2 gennaio del 2008 Bruno Contrada ritorna in carcere, ma prima chiede al suo avvocato di presentare per lui l’istanza di revisione del processo. L’8 gennaio il Tribunale di Napoli ha respinto l’istanza e anche la richiesta degli arresti domiciliari.
Ed è notizia di oggi che Giuseppe Lipera, avvocato di Contrada, su richiesta della sorella Anna, ha chiesto formalmente l’eutanasia per l’ex agente del Sisde. La domanda è stata presentata al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere e agli ex Presidenti della Repubblica, Francesco Cossiga e Carlo Azeglio Ciampi. Nella lettera si parla di una decisione presa “con immenso dolore“: “Questa difesa su espresso mandato del suo prossimo congiunto, la sorella Anna Contrada, con immenso e profondo dolore, presenta un’istanza formale di eutanasia“.
Bruno Contrada vuole lasciare questo mondo perché “questa sembra l’unica strada percorribile per mettere fine alle sue infinite pene, chiudendo con coraggio e con forza d’animo una intera vita vissuta all’insegna della intransigente onestà, della correttezza ed anche di quella Giustizia che oggi gli viene costantemente negata“.
L’avvocato ricorda che “lo stato di salute del Contrada” non è compatibile con il carcere.
“Bruno Contrada è oramai divenuto tragicamente un vero e proprio doloroso e disperato caso umano: la sua triste vicenda dimostra come la Giustizia in Italia, in certi casi, possa diventare totalmente cieca, accanendosi su uno stanco e vecchio uomo, gravemente sofferente per l’età e per una serie innumerevole di malattie indiscutibilmente acclarate“.
Ma mentre giudici e politici credono nella colpevolezza di Bruno Contrada, molti credono alla sua innocenza. Come il sito www.brunocontrada.info, che propone molte teorie in difesa dell’ex agente del Sisde: sul sito potrete leggere tutta la sua storia e anche gli atti procedurali e le sentenze.

Sito di difesa di Bruno Contrada
Colpevole o innocente? Giusto o sbagliato concedergli la grazia? Sono domande che gli italiani si fanno da molto tempo…













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Commenti (4)
Ma com’è che la magistratura concede gli arresti domiciliari a gente che gira ubriaca e uccide 4 persone e a quest’uomo, che dal 1992 (16 anni) sta scontando una pena senza considerare tutte la sofferenza che vicende di questo tipo portano, nega anche una morte dignitosa???? Colpevole o innocente a questo punto che importanza ha?
Se non è accanimento questo…
Alla fine di tutti i gradi di giudizio, Contrada risulta colpevole. Ora, o la magistratura funziona a sorte e non si capisce bene se questo signore sia o meno colpevole, oppure è colpevole e si trova nel posto giusto. Se poi dovesse venir fuori che è innocente, Dio ci salvi dagli ingranaggi difettosi della giustizia.
Quest’uomo dice ancora di essere innocente? Ma sino a che punto vuole prendere in giro se stesso?
Perchè non dice tutto quello che sà,soprattutto sul caso di Leonardo Vitale. Ci spieghi poi, come mai,prima del suo arresto, i mafiosi latitanti erano introvabili. Guarda caso appena lo arrestano, vengono tutti catturati.
Secondo me Bruno Contrada non parlerà mai,non per coprire altre persone, ma per coprire se stesso. Se il suo “ruolo” fosse stato marginale, o come dice lui per servire lo stato, già lo avrebbe fatto. Qui si capisce chiaramente che il Contrada sapeva bene che non stava servendo lo stato(altro che innocente).