Brasile: l’avvocatura dice no all’estradizione di Battisti, si attende la decisione di Lula

Anche l’Avvocatura generale del Brasile è contraria all’estradizione di Cesare Battisti dal Brasile in Italia, anzi, avrebbe consigliato allo stesso Lula di negarla. Secondo l’avvocatura, Battisti rischierebbe di trovarsi in una “grave situazione” se venisse rimandato in Italia. E’ attesa per oggi la decisione del presidente brasiliano, nell’ultimo suo giorno di mandato di presidenza. L’avvocatura spiega che per negare l’estradizione al presidente è sufficiente avere “ragioni per supporre che la persona reclamata (dall’altro Stato) sarà sottoposta ad atti di persecuzione e discriminazione per motivi di razza, religione, genere, nazionalità, lingua, opinione politica, condizione sociale o personale. Oppure che la situazione possa essere aggravata da uno degli elementi summenzionati”, secondo quanto stabilito dall’articolo 3 comma F del Trattato di estradizione.
Ovviamente il governo italiano non può accettare una decisione del genere. Palazzo Chigi afferma come il governo si sia adoperato nell’ultimo anno per avere l’estradizione del pluricomicida Cesare Battisti, condannato unanimamente da tutte le forze politiche al carcere a vita. Inoltre il governo non può accettare come motivazione della mancata estradizione ogni riferimento all’articolo 3 e ribadisce che: ” Il Presidente Lula dovrebbe allora spiegare tale scelta non solo al Governo, ma agli italiani tutti e in particolare alle famiglie delle vittime e a un uomo ridotto su una sedia a rotelle”.
E mentre sono scoppiate le polemiche sulle dichiarazioni del senatore brasiliano Eduardo Suplicy, che avrebbe anticipato la decisione di Lula di non concedere l’estradizione di Battisti (con il beneplacito, subito smentito, di Silvio Berlusconi), Alberto Torregiani, figlio del gioielliere assassinato nel 1979, chiede che l’ambasciata brasiliana venga chiusa, per evitare che si crei un precedente pericoloso: se Lula nega l’estradizione, chiunque potrebbe compiere delle stragi e poi correre al sicuro in Brasile, sicuro di farla franca.
Ma adesso l’ultima decisione in merito all’estradizione in Italia di Cesare Battisti spetta a Lula, che spera di mostrare con fondamenti giuridici la fondatezza della sua scelta, in modo da non incrinare i rapporti Brasile/Italia.
Fonte | Corriere
Ven 31/12/2010 da Manuela Chimera in Brasile, Prigione



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