Bp: nuove trivellazioni al largo delle coste italiane

La Bp sta programmando cinque nuove perforazioni al largo della Libia. A confermarlo è sia il Financial Time sia il portavoce della compagnia petrolifera, David Nicholas; la conferma giunge in un momento in cui sembrerebbe che Tony Hayward, amministratore delegato della compagnia, abbia deciso di lasciare il suo incarico a Robert Dudley, dirigente più anziano e già da tempo nel Golfo del Messico per assistere ai lavori. La notizia di nuove trivellazioni non è stata accolta serenamente anche dallo stesso governo italiano, visto che le perforazioni dovrebbero svolgersi a 500 kilometri dalle nostre coste.
L’accordo per queste perforazioni era già stato siglato nel 2007 quando la Bp aveva firmato con Tripoli la possibilità di esplorare il golfo di Sirte per 900 milioni di dollari. Secondo l’accordo le trivellazioni si svolgeranno a una profondità di 1700 metri, 200 in più rispetto a quelle del Golfo del Messico, e disteranno solo 500 kilometri dalle coste siciliane. Da qui la preoccupazione di alcuni politici del nostro paese come quelle pubblicate dal noto giornale inglese del presidente della commissione Ambiente del Senato, Antonio D’Alì, il quale si è dichiarato estremamente preoccupato: “Il problema non è la Bp o la Libia. Il fatto è che il mare non ha confini e se capitano incidenti, che siano in acque nazionali o internazionali, gli effetti si fanno sentire in tutto il Mediterraneo. Considerato che stiamo parlando già di uno dei mari più inquinati dal petrolio di tutto il mondo, le conseguenze di un disastro potrebbero essere irreversibili” ha infatti dichiarato il senatore.
Bisogna infatti considerare che il Mediterraneo è già al momento tra i mari più inquinati proprio a causa della perdita involontaria di petrolio durante le molte trivellazioni che vengono fatte.
A ciò la Bp, che nel frattempo ha dovuto interrompere per un paio di giorni i lavori nel giacimento di Macondo a causa della tempesta Bonnie, ha risposto che sono stati programmati una serie di piani di emergenza che entreranno in atto in caso di pericolo e ha inoltre precisato che al momento la compagnia petrolifera non ha ancora calendarizzato le singole perforazioni, anche se si sa che queste partiranno entro le prossime settimane. Nel frattempo, la compagnia ha inoltre firmato un altro accordo anche con l’Egitto per lo sviluppo di due giacimenti di gas off-shore che dovrebbero produrre 900 milioni di metri cubi di gas entro il 2014. Questo rappresenta il primo contratto rilevante per la Bp dopo l’enorme disastro ecologico di cui è responsabile nel Golfo del Messico.
Fonte | Corriere della Sera
Lun 26/07/2010 da Eleonora Gionchi in Disastro Ambientale, Petrolio




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