Bossi: il suo gesto contro l’Inno di Mameli non è reato

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Qualche tempo fa Umberto Bossi aveva suscitato numerose polemiche perchè aveva alzato il dito medio riguardo all’Inno di Mameli, condendo il tutto con un’espressione che gli era valsa una denuncia, la frase era “Non dobbiamo più essere schiavi di Roma. L’Inno dice che ‘l’Italia è schiava di Roma…’, toh! dico io” ed era seguito il gestaccio.

Immediatamente era stato aperto un fascicolo da parte della procura della Repubblica di Venezia, per indagare su questa infelice uscita del Senatur durante il congresso della Liga Veneta-Lega Nord, tenutosi il 20 luglio. Indagine che si è conclusa con un nulla di fatto, visto che secondo la procura non si tratterebbe di un reato ministeriale.

Secondo la procura la frase di Bossi non aveva alcun rapporto con le funzioni ministeriali del capo della Lega Nord, essendo probabilmente considerate come opinione personale che non interferva in alcun modo con le sue funzioni di governo.

Fonte | Tgcom

Ven 08/08/2008 da Manuela Chimera in ,

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Anonimo 8 agosto 2008 12:46
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Secondo me c’è modo e modo di dissentire da qualche cosa. Anche a me come sonorità non piace l’inno di Mameli, ma di sicuro non lo insulto o gli rivolgo gestacci.

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Etero pride 82' 9 agosto 2008 10:02
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caro Anonimo, l’ inno di Mameli non è mica una questione di piacere o non piacere, è un inno nazionale come ce l’ hanno tutte le nazioni del mondo, è un simbolo, come la bandiera, un simbolo di unità nazionale e di senso di appartenenza ad uno stato, un simbolo che va sempre e e comunque rispettato anche se non piace come sonorità (anche se per il periodo storico in cui è stato composto non si può parlare di “sonorità”), e Bossi dovrebbe finirla una volta per sempre di fare tutto quello che fa pur di offendere l’ Italia e noi italiani, Bossi secondo me con queste sue esternazioni non fa altro che attirarsi le antipatie di tutte quelle persone che, come me sono di destra e credono all’ unità nazionale e hanno senso di appartenenza allo stato in cui sono nati e vivono, vorrebbe forse fare una specie di rivoluzione e purtroppo il mio timore è che un giorno riuscirà veramente nel suo intento visto e considerato che ormai non è più reato neanche l’ insulto all’ Inno di Mameli.

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Anonimo 9 agosto 2008 18:18
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Infatti, intendevo dire che essendo l’inno un simbolo dell’Italia come simbolo va rispettato. Poi può piacerti o meno la musica (scusa, non sono un’esperta di musica, quello che posso dirti con parole mie è che non mi piace il ritmo) o puoi dissentire con le parole come Bossi, però essendo Bossi un personaggio politico c’è modo e modo per dire le cose.

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