Bossi denunciato in dieci città italiane per gli insulti al Presidente Napolitano

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Manifestazione della Lega Nord

Durante l’ultimo Berghem Frecc, tenutosi il 29 dicembre, il leader della Lega Nord, Umberto Bossi, si è lasciato andare ad una serie di esternazioni nei confronti del Presidente della Repubblica e del Presidente del Consiglio. Sia Giorgio Napolitano che Mario Monti sono stati aggrediti verbalmente da Bossi che poi ha aizzato la folla di militanti della Lega Nord che probabilmente non aspettavano altro.

Non è la prima volta che Umberto Bossi dimostra di non aver rispetto per i simboli della nazione. La bandiera, le istituzioni, il Presidente della Repubblica e persino una cosa amata da tutti come la Nazionale di calcio.

Questa volta, però, c’è chi si è ribellato. In dieci città, la maggior parte del Nord Italia, è stata presentata una denuncia per vilipendio al capo dello Stato e offese alle cariche istituzionali nei confronti di Umberto Bossi. Sarà vero che l’inno nazionale ormai si canta solo alle partite del Sei Nazioni o che la bandiera e le istituzioni sono più uno sfogo che un simbolo, però siccome i nostri nonni, i nostri soldati e le forze dell’ordine per quei simboli sono morti e muoiono ogni giorno, è giusto rispettarle.

Un rispetto che Umberto Bossi, forse, imparerà in seguito alle denunce che gli sono piovute addosso. Nel testo della denuncia si può leggere, “Il Senatore della Repubblbica ed ex ministro delle Riforme, Bossi ha proferito frasi e rivolto gesti di una gravità inaudita allIndirizzo delle più alte cariche dello Stato nonché dell’intera comunità nazionale“. Ma cosa ha fatto e detto di preciso Umberto Bossi quella sera del 29 dicembre. Il suo intervento cominciò con un invito a salutare il Presidente della Repubblica e via col gesto delle corna davanti alla platea. Non contento ha cercato una facile assonanza con il cognome di Napolitano, “D’altra parte nomen Omen…Si chiama napoletano… Oh no! Non sapevo che l’era un terùn“. La chiusura fu dedicata a Mario Monti con tanti inviti ad andare a visitare quel paese che ben si conosce e qualche allusione di carattere sessuale, “E magari gli piace, c…“. Purtroppo queste frasi le ha dette un senatore della Repubblica e non un sosia buono per gli scherzi radiofonici.

Al di là delle considerazioni politiche, che un esponente di rilievo come Umberto Bossi è tenuto ad esporre al proprio elettorato, c’è bisogno di rispetto per le istituzioni. Delegittimare il Presidente della Repubblica ed il Presidente del Consiglio può dare il là a pericolosi processi di imitazione. Soprattutto, però, un senatore della Repubblica che riceve ed ha ricevuto grandi privilegi dalla sua carica, dovrebbe evitare di sputare nel piatto in cui mangia, tanto, da qualche decennio. Per concludere c’è l’elenco delle città dove centinaia di cittadini hanno presentato la denuncia contro Umberto Bossi, Verona, Vicenza, Bassano, Bergamo, Brescia, Trento, Milano, Roma, Napoli, Bari.

Ven 20/01/2012 da Fabio Pagano in

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