Bombe contro gli italiani: 4 feriti

Ancora notizie tristi dall’Afghanistan. Ancora notizie di attentati. E ancora una volta ad essere attaccati sono stati i nostri soldati. E successo tutto ieri mattina, alle 9 ora locale, a Farah: un ordigno messo a lato della strada ha fatto saltare in aria il mezzo sul quale viaggiavano i nostri connazionali. Quattro soldati sono rimasti feriti. Uno è grave, ma secondo lo Stato Maggiore della Difesa non sarebbe in pericolo di vita. E mentre l’Italia si preoccupa ancora una volta per i suoi soldati, c’è chi in Italia afferma che al momento il ritiro delle truppe è impensabile. E a farlo è proprio la sinistra, che fino a poco tempo fa usava questo punto come caposaldo.
Francesco Rutelli ad esempio ha parlato in questi termini di quanto accaduto in Afghanistan: “È impensabile la scorciatoia del ritiro dall’Afghanistan di fronte al ritorno del terrorismo talebano. Esiste una situazione difficile e paghiamo anche deviazioni di risorse e mezzi che ci sono state in questi anni verso l’Iraq. Il ritiro significherebbe un ritorno dei talebani e sarebbe come se l’11 settembre non ci fosse mai.”.
Ma come mai prima di salire al potere, ogni volta che i nostri soldati venivano attaccati in terre così lontano, gli uomini di sinistra si preoccupavano dei militari e del loro rientro immediato a casa, e adesso non lo fanno più? Forse manca un po’ di coerenza in questi atteggiamenti: cosa c’è dietro questo cambio di opinione riguardo alle nostre truppe di soldati all’estero? Che fine hanno fatto tutte le voci contrarie all’invio di soldati in paesi a rischio?
Sab 09/09/2006 da Patrizia Chimera



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