I bimbi italiani scappano dalla scuola dei Rom

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Sono due anni che in questa scuola elementare di Villanova Marchesana, in provincia di Rovigo, non ci sono più bambini italiani iscritti. La scuola è diventata un’esclusiva della comunità rom del paese. Ma perchè tanti genitori hanno scelto di iscrivere i propri figli in altri istituti scolastici e non in quello di Villanova Marchesana? Per il semplice fatto che, per seguire i bambini rom, più indietro degli italiani soprattutto per la lingua parlata spesso in modo scorretto, gli scolari italiani venivano quasi abbandonati: il normale svolgimento delle lezioni non sarebbe possibile, a causa del recupero lento che i bambini stranieri sono costretti a effettuare.

I genitori si difendono dalle accuse di razzismo: “Non è un problema razzistico il punto è un altro: se i genitori hanno dubbi sulla formazione scolastica dei propri figli in una certa scuola li portano da un’altra parte. I genitori si sono sentiti preoccupati e hanno fatto una scelta”. Coì il sindaco Ilario Pizzi ha spiegato la situazione. Ma c’è chi in paese è dalla parte della comunità Rom e teme che in questo modo si formi una sorta di ghetto dove rinchiudere i bambini che non sono italiani.

Lo scontro tra le due parti è molto acceso. Anche dal punto di vista pedagogico: da un lato c’è chi sostiene che i bambini stranieri hanno esigenze scolastiche diverse ed una classe omogenea aiuta di più l’apprendimento e non impedisce quello dei bambini italiani; dall’altro lato, invece, c’è la teoria secondo cui è più importante il processo sociale dell’apprendimento: niente ghetti, ma tutti insieme. Chi vincerà questa annosa sfida? E soprattutto, cosa sarà meglio per i bambini, sia italiani sia stranieri?

Ven 29/09/2006 da Patrizia Chimera

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