Biennale di Venezia: il postino morto per il troppo lavoro

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L’ultima Biennale di Venezia ci ha proposto delle installazioni artistiche davvero molto particolari e curiose. In un precedente articolo, ad esempio, vi avevamo parlato di una Venezia invasa da corpi, come cadaveri in piscina o bare esposte una di seguito all’altra. Ora vi proponiamo un postino.

Alessandro Acerra è un artista a tutto tondo. Che i nostri amici di Stylosophy conoscono molto bene per la sua collezione di t-shirt, dal gusto ecologico e dal sapore goliardico, curioso, particolare. Ma Alessandro Acerra è anche un artista, che alla Biennale di Venezia ha voluto portare il suo personale contributo.

Ecco che allora davanti all’ingresso dell’Arsenale i visitatori potevano vedere, per terra, il corpo di un postino, caduto sul lavoro, probabilmente per il troppo lavoro svolto negli ultimi giorni: tanti infatti gli inviti e le lettere che ha dovuto consegnare per questa importante manifestazione culturale.

Mai come quest’anno la morte è stata presente. Prima il cadavere riverso in piscina, poi i corpi coperti (finti ovviamente) ed esposti uno in fila all’altro, come in un funerale di stato, ed ora il postino morto perchè oberato dal lavoro che lo ha sfinito. Anche questa è arte!

Qui sopra il video della performance di Alessandro Acerra, con il suo postino morto, sotto cumuli di lettere e inviti.

Ven 12/06/2009 da chicca in ,

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Davide 12 giugno 2009 10:22
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Proprio il postino morto per il troppo lavoro???????? maddaiiiii…..metti il consulente piuttosto… :S

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Diablo 12 giugno 2009 15:08
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Ce ne sono di lavori che “ti uccidono” veramente… non certo il postino.
Anche questa è arte??? Mha… non saprei. Tutto oggi sembra poter essere definito “arte”… ma la vera arte è altra. Questa è solo un’espressione di un pensiero. Anche io, o tutti quelli che leggono queste righe, potrebbero esprimerne molti, se non lo fanno è solo perchè non hanno le giuste “zampate nel deretano”!

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Alessandro acerra 13 giugno 2009 14:04
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alessandro acerra , milano

L’arte contemporanea è fondata sulla comunicazione..e sulla mediocritĂ  del denaro.
ci arriveranno anche gli altri.

Tanti apprezzamenti da parte di collezionisti, galleristi, espositori, pubblico. Anche Achille Bonito Oliva è rimasto colpito dall’opera, per la bellezza e per il valore di chi l’ha presentata.

“Appena qualcuno ha il coraggio di esprimersi, c’è la censura e questa, è una censura ridicola! Viviamo in un periodo di oscurantismo culturale, fatto di burocrati e ottusi!” Oliviero Toscani

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J,Book 20 giugno 2009 11:35
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Qualcuno non ha mai sentito parlare di MICHELANGELO, RAFFAELLO, ECCC…?
Non è che non esistendo più ARTISTI di tale livello ci accontentiamo di definire arte anche molte xxx che chiunque può fare?

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