Biennale di Venezia: cadaveri e corpi come opere d’arte

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Foto: Biennale Venezia 2009

Alla Biennale di Venezia arriva un’arte davvero molto particolare, che ha come protagonista il corpo. Cadaveri sparsi in piscina o nelle sale dove le mostre vanno in scena o pezzi ci corpi, come mani, che diventano delle vere e proprie opere d’arte. Ecco cosa ci propone la Biennale di Venezia 2009.

Venezia ospita questa importante manifestazione artistica, dove il corpo diventa una vera e propria opera d’arte. Ma non il corpo nella sua bellezza. Qualcuno parla di oscenita’, ma si tratta comunque di opere d’arte. L’anteprima della Biennale di Venezia ha stupito molto e sabato ci sara’ l’inaugurazione di Giorgio Napolitano: siamo certi che molti curiosi si recheranno a vedere queste opere d’arte particolari.

Nella collezione Pinault che si trova a Punta della Dogana, troviamo delle opere particolari, come “Train, Pig Island“, di Paul McCarthy, delle maschere realizzate in poliuretano in posizioni contro natura. E ancora, cosa dire della fila di nove finti cadaveri di Maurizio Cattelan? Tutto e’ realizzato in marmo di Carrara, per un effetto davvero choc.

Ma le opere d’arte presenti alla Biennale di Venezia che faranno discutere sono molte: abbiamo Fucking Hell, dove ci sono nazisti ed ebrei in un campo di concentramento, accanto a squali con la svastica e personaggi crocifissi. Anche se particolare e’ pur sempre arte!

Immagini prese da:
www.corriere.it.

Fonte | Corriere

Ven 05/06/2009 da Grazia in ,

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Paolo 5 giugno 2009 17:19
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Se questa è arte, sono orgoglioso di non capire nulla di quest’arte.

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Tecla fabbrini 11 giugno 2009 17:59
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CERTO SE NON SI FOSSE NEL SECOLO DEMENTI,QUESTE BIENNALI D’ARTE PAGATE FIOR DI MILIARDI DAI FESSI DEGLI ITALIANINON CI SAREBBERO.

STUDIO BRUZZI
Cav. Ufficiale **** Bruzzi
Via Santorre di Santarosa, 1
50137 Firenze (ITALY)
Phone +39 055 613364
e-mail: pittore@****bruzzi.it
website: www.****bruzzi.it

EGREGI,
NON SOTTOVALUTIAMO LA CULTURA E L’ARTE QUELLA CHE PERò RAPPRESENTA LA NOSTRA IDENTITà ITALIANA
CORDIALITà .

TECLA FABBRINI

Le Notizie USA

Grazie dell’articolo che pubblico con piacere! Ecco il link…

http://www.lenotizieusa.com/leggi/settembre_2008/04_bruzzi_arte_moderna.html

Salvo Mulé
Direttore
http://www.lenotizieusa.com

**** Bruzzi: ” L’Arte Moderna ‘Sagre della Spazzatura’ “. La lettera del Maestro a Le Notizie USA

4 Settembre 2008

Egregio Dr. Salvo Mulè,

vorrei che questo importante articolo scritto da me fosse pubblicato affinche si aprisse gli occhi foderati da prosciutto o meglio da denaro. La ringrazio delle Notizie U.S.A.

Avendo letto alcune cose sull’arte moderna, vorrei aggiungere che è impossibile capire le attuali tendenze, poichè si tratta solamente di “Sagre della spazzatura”, manifestazioni d’arte demenziali che sfociano nel patologico come tutte le ultime Biennali di Venezia, pagate fior di miliardi dai fessi degli italiani ed organizzate dai soliti prezzolati e fasulli critici preposti. Non mi risulta che sia cambiato nulla dal 1984, cioè dal momento che Giulio Carlo Argan, Carlo Ludovico Ragghianti, Daria Durbè, Cesare Brandi, Enzo Carli, Jean Le Marie presero per opere autentiche di Amedeo Modigliani tre sculture fatte in meno di un’ora da alcuni simpatici ragazzi burloni di Livorno, (facendo e inserendole persino in un costoso catalogo sempre a spese nostre) tutti questi emeriti imbecilli sono rimasti ai loro posti con lauti stipendi invece di venire messi alla gogna sulla pubblica piazza. E così l’Italia fece ridere tutto il mondo. I grandi pittori, dal magistero tecnico necessario,ci sono ancora ma non si sottoporranno mai agli squallidi personaggi di cui sopra. Sta a anche a i DIRETTORI di riviste come la sua ad informare, dire , pubblicare, a intervistare artisti veri partecipando così a cambiare le cose A MENO CHE ANCHE VOI… NON CAPIATE NULLA in questo campo, peccato che non ci sia più un Giuseppe Bottai, rimasto l’ultimo VERO intenditore di ARTE MODERNA a livello governativo. Io mi permetto di suggerirle un nome, quello del pittore fiorentino **** Bruzzi, (che ha anche scritto e sceneggiato i due famosi film “Regalo di Natale” e il sequel “La rivincita di Natale” di Pupi Avati da Vespa definito MITICO PERSONAGGIO per la sua vita oltremodo avventurosa infatti (sarà fatto un film su di lui), che è sempre stato indipendente da tutto il sudiciume che circonda e sommerge anche le pubbliche istituzioni.
Cordialità.

**** Bruzzi.

P.S. Avevamo una nostra identità ,una tradizione artistica di grande e insuperabile livello, tutti ci hanno invidiato i nostri geni dell’arte, e per colpa di questi incapaci abbiamo voluto assomigliare in arte alle IDIOZIE che fanno gli altri, senza capire che loro non avevano NESSUNA tradizione artistica era scontato che questi si dovessero inventare delle TENDENZE IDIOTE E SENZA SENSO; ma noi NO, dovevamo difendere le nostre tradizioni (e come ha detto il nostro Presidente Silvio Berlusconi abbiamo ereditato un ENORME patrimonio artistico senza meritarlo) e io aggiungo che ha portato tanti ma tanti soldi a questa Italia e ancora li porta ;dovevamo solo fare selezione, selezione ecc…ecc… ma gl’incapaci allora non avrebbero guadagnato e cosi hanno rovinato tutto,ora dobbiamo ripristinare la MERITOCRAZIA E PREMIARE IL VERO TALENTO ARTISTICO.

Oggi si fanno tutte quelle belle mostre su pittori del passato (morti e seppelliti che a loro certo non servono) con lussuosi cataloghi elogiativi, creda è come scoprire l’acqua calda sono pittori già codificati e su di loro hanno scritto enciclopedie (basta andare all’Istituto tedesco a Firenze)perciò è inutile e non ci sono meriti per questi promotori di mostre, e se non ci fosse da guadagnare milioni Addio mostre!! Addio pittori!! Cosa vuole so farle pure io queste belle mostre scrivere poi con tutto quello come ripeto è già stato scritto basta copiare un po’ quì un po’ la,il difficile è scoprire i veri talenti di oggi che faranno parte del patrimonio artistico del futuro, ma quest’incapaci tramanderanno solo spazzatura visto che non capiscono niente, che non saprebbero vedere neanche ci fosse un MICHELANGIOLO REDIVIVO.

Tecla Fabbrini

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Harmin Tawfek 7 ottobre 2009 22:36
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Ciao a tutti venite a vedere i quadri di mio padre e io ne rimmarrete stupefatti…abito a Montefiore conca(rn)in via conca 181 italia…….vi aspetto….ciao!!!!

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Ste 3 novembre 2009 21:42
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meno male che c’è la biennale..e tutti quegli ignoranti che si vantano di non capire nulla di arte contemporanea in nome di un arte vecchia pura made in italia che tutti ci invidiano si ricordino che il 90% delle spese in italia per l’arte va nel restuaro di quelle vecchie chiese affrescate che tanto amate ma cadonno a pezzi, non certo nel contemporaneo. Bisognerebbe radere al suolo metà delle chiese d’italia, almeno si potrebbe smettere di buttare i soldi in quelle robe inutili e investire seriamente nel futuro.Inoltre la sperimentazione nasce in germania e francia, paesi con molta più storia di noi poveri paesani, quindi TACETE IGNORANTI

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Anonimo 3 novembre 2009 22:54
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Se e’ vero che il 90% delle spese per l’arte e’ per il restauro siamo messi veramente male, l’Italia e’ famosa nel avere scarsa considerazione per le proprie opere d’arte, si e’ tritato cocci di vasi antichi provenienti da Pompei per fare il calcestruzzo, piantato chiodi sopra monumenti antichi per appenderci le luci di natalizie, trasportato una statua antica della Madonna con la stessa cosiderazione di un pacco postale, rompendola, scarsa protezione per la Pieta’ di Michelangelo Buonarotti dove una persona qualunque ha potuto portarsi un martello e prenderla a martellate, grattare via lo sporco da antichi affreschi con un comunissimo taglierino anziche’ usare speciali attrezzature o sostanze come fanno all’estero, opere di Andy Warhol buttate in un angolo nella reggia di Caserta quasi fosse spazzatura, la reggia di Caserta ha preso fuoco perche’ non hanno messo sistemi di sicurezza adeguati, Venezia decade col passare dei giorni, etc…etc… all’estero, a differenza di noi, trattano le opere d’arte come qualcosa di sacro e prezioso, probabilmente perche’ a differenza di noi, ne hanno veramente poche, come sempre, il pane ce l’hanno quelli che non hanno i denti.

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