Berlusconi: intercettazioni tra Fede e Mora in codice

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lele mora emilio fede

Continuano le indagini del caso Ruby: le feste di Silvio Berlusconi non si tenevano solo ad Arcore, ma anche a Villa Campari. E’ quanto emerge da nuove intercettazioni telefoniche (anche in codice)di Emilio Fede e Lele Mora. Ma c’è di più. Eh si, perchè sembra che le ragazze da portare alle feste del premier venissero anche in parte reclutate dai cast dei programmi Mediaset. Pare che fosse Nicole Minetti, la consigliere regionale lombarda, a gestire una buona parte degli appuntamenti e selezionare gli invitati, occupandosi anche delle inevitabili liti fra le “favorite” del Cavaliere.

Inoltre, secondo le indagini della Procura di Milano, le feste di Berlusconi non venivano organizzate solo ad Arcore, ma anche a Villa Campari, un’abitazione comprata due anni fa dal Presidente del Consiglio sul Lago Maggiore.

Gli inquirenti stanno adesso cercando di identificare le ospiti di queste feste, sempre utilizzando le intercettazioni telefoniche. In queste emerge come più volte siano state coinvolte le ragazze di Colorado Cafè. Sembra che Francesca Cipriani, in un sms inviato a Lele Mora, dicesse: “Amore mi ha detto Maristeli che il nostro amico domenica sera fa la cena a casa sua a Milano e vuole che noi coloradine andiamo a fargli vedere uno stacchetto… cosa devo dirgli che vado??? tvttttttb”.

Le intercettazioni telefoniche sembrano anche smentire che possa essere Roberta Bonasia la fidanzata misteriosa di Silvio Berlusconi. Più che altro sembrerebbe aver preso per lui qualche contatto durante il concorso di Miss Italia. Ma è ancora tutto da confermare.

Alcune delle intercettazioni telefoniche fra Emilio Fede e Lele Mora sembrano poi essere state fatte in codice, forse i due temevano di essere scoperti. L’utilizzazione di un codice cifrato sta creando problemi agli inquirenti, che devono anche riuscire a decifrarlo. In una di queste intercettazioni cifrate si parla di “due volumetti” o “due sottoscrizioni”, acquistate dal premier a duemila euro l’una. Emilio Fede si sarebbe poi rivolto a Lele Mora con queste parole: “Duemila ciascuno. Non era contento, ma poi l’ha presa a ridere”.

Fonte | Corriere

Gio 20/01/2011 da Manuela Chimera in ,

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