I benzinai si preparano ad uno sciopero di dieci giorni

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Sciopero Benzinai Settimana

I benzinai si stanno preparando per uno sciopero che rischia di mettere in ginocchio l’Italia molto di più di quello dei tir che in queste ore sta creando tanti problemi. Lo sciopero ha una durata programmata di dieci giorni e comprenderà sia i distributori sulle strade interne sia quelli sulle autostrade. E’ stato rimandato grazie al senso civico dei sindacati dei benzinai che non hanno voluto aggiungere il loro sciopero ad una situazione di disagio sociale già forte.

Alla base dello sciopero dei benzinai ci sono le decisioni del governo riguardanti la liberalizzazione del settore dei carburanti che secondo Faib e Fegica ha di fatto, “Consegnato il settore alla potente lobby dei petrolieri a cui, nei fatti, viene persino concesso di regolare i conti con una intera categoria di lavoratori che ha ‘osato’ mettere in pericolo privilegi e rendite di posizione”. Sono due i punti del decreto liberalizzazioni che bruciano di più, “La parte che autorizza le compagnie petrolifere a saltare la mediazione della contrattazione collettiva nella fissazione del margine dei gestori e a cacciarli dai loro impianti per sostituirli con le macchinette self service, aperte per 24 ore al giorno”, ed un cavillo nascosto che cancella la norma che eliminava, dal primo gennaio, le commissioni delle banche sugli acquisti di carburante fatti con carta di credito e/o il bancomat. Lo sciopero partirà non appena la situazione si sarà normalizzata.

Gli ultimi mesi sono stati particolarmente travagliati per i benzinai e di conseguenza anche per gli automobilisti. Hanno cominciato in estate e non si sono più fermati, l’ultimo sciopero di un certo livello è quello del novembre scorso. Per protestare contro la decisione del governo è stato decisa una settimana di sciopero totale, ovvero di chiusura dei distributori ad oltranza. Per chiarire i motivi ci affidiamo alle parole dei presidenti delle due associazioni sindacali di categoria, “La scelta di intervenire sull’esclusiva di fornitura nella rete carburanti non produrrà alcun effetto sui prezzi, ma otterrà il risultato di far espellere i gestori dalla rete alla scadenza dei loro contratti e di far rendere loro dalle aziende petrolifere e dai retisti convenzionati la vita ancor più impossibile fin da subito. Non solo, perchè la norma che autorizza gli impianti a funzionare 24 ore su 24 solo nella modalità self service senza più la presenza dell’operatore è un altro grossissimo chiodo piantato sulla bara della categoria. Insomma, ci vuole davvero coraggio a sostenere che queste siano le misure di sviluppo necessarie a far uscire dalla crisi economica il Paese”.

Lun 16/01/2012 da Fabio Pagano in ,

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