Bavaglio al web, la guerra della censura in internet arriva alla Camera

Un piccolo emendamento inserito in una legge comunitaria e il web italiano rischia di paralizzarsi. È iniziata alla Camera la guerra della censura in internet, già ribattezzata come il nuovo bavaglio al web, con l’inserimento di un emendamento alla legge comunitaria da parte del leghista Gianni Fava che impone ai fornitori di servizi Internet di rimuovere dalla rete i contenuti ritenuti illeciti. Una vera e propria censura, peggiore del famigerato Sopa negli States. Nell’emendamento Fava la segnalazione può essere fatta da qualunque soggetto interessato, senza neanche passare da un giudice o dall’autorità per le comunicazioni: basta una segnalazione e il contenuto ritenuto illecito sparisce da internet.
Alla Camera c’è stata una vera levata di scudi contro l’emendamento Fava da parte di molte parti politiche, dall’Idv, al Pd, passando per Futuro e Libertà . Una serie di contro emendamenti per chiedere l’abolizione di quello a firma Fava, l’articolo 18 della legge Comunitaria, che sarà votato giovedì, per fermare la censura in internet.
Che sia una vera censura è facile da capire: sotto lo scudo della protezione del copyright, il Fava darebbe ai soggetti interessati la possibilità di far rimuovere i contenuti pubblicati. Senza un giudice o l’autorità per le comunicazioni: una semplice segnalazione e via, tutto cancellato con un colpo di spugna.
L’emendamento tra l’altro è contrario anche alla stessa legislazione italiana ed europea: i fornitori di provider non sono obbligati a “monitorare preventivamente o a identificare gli utenti”, cosa che invece succederebbe con l’approvazione dell’emendamento.
In pratica blog, siti o i colossi del web compresi Youtube e Facebook dovrebbero vigilare su quello che viene pubblicato, attuando una vera e propria censura preventiva.
Poco importa che questo vada nel senso opposto non solo della legge europea, ma anche della stessa esistenza di internet: con il Fava saremmo tutti monitorati e posti a controlli su quello che scriviamo, diciamo e pubblichiamo online.
Così, mentre la Commissaria europea per la Giustizia Viviane Reding ha proposto regole più severe per la tutela della privacy in internet con una proposta di legge che impone di cancellare tutti i dati con la sola richiesta da parte dell’utente, in Italia si affilano le armi giuridiche perché un grande occhio vigili su tutto ciò che circola online.
Non è certo la prima volta che in Italia o all’estero (leggasi la chiusura di Megavideo) si cerca di limitare il web e la libera circolazione delle idee: che sia la norma ammazza-blog, la legge bavaglio o l’ennesimo tentativo di censurare internet dalla politica ciclicamente arrivano mazzate sul web. Come se si volesse cancellare quello che non ci capisce o che fa paura.
Mar 24/01/2012 da Lorena Cacace in Censura, Fbi, Intercettazioni





![Le ultime parole di un ragazzo morente: la tragedia di Shaun [VIDEO]](http://static.haisentito.it/147X94/www/haisentito/it/img/shaun-video.jpg)





![McDonalds, un bambino trova dei vermi nelle ali di pollo [VIDEO]](http://static.haisentito.it/90X58/www/haisentito/it/img/McDonalds-Vermi-Ali-Pollo.jpg)
