Barack Obama: passa la Riforma Sanitaria

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Barack Obama ce l’ha fatta: gli Stati Uniti d’America hanno imboccato una strada davvero nuova, che rappresenta una svolta decisamente storica per tutto il paese. La sua riforma del sistema sanitario, fortemente voluta, nonostante tutte le critiche che sono piovute addosso al Presidente americano, e’ diventata realta’. Nell’inverno scorso, la Riforma di Barack Obama era passata in Senato, ieri e’ passata anche alla Camera dei Rappresentati, con 219 voti favorevoli e 212 contrari. Affinche’ diventasse realta’ aveva bisogno di 216 voti a favore: per poco, ma Barack Obama ce l’ha fatta.

Tutti i repubblicani hanno votato no alla Riforma Sanitaria di Barack Obama, ma questo non ha fermato gli altri rappresentanti della Camera, che hanno invece permesso al testo, prima approvato dal Senato, di essere approvato anche in questa sede. Per Barack Obama una grandissima vittoria per una riforma considerata la piu’ importante degli ultimi 50 anni.

Dai tempi di Theodore Roosevelt si parlava di una riforma del sistema sanitario, ma solamente Barack Obama e’ riuscito nell’impresa: “Abbiamo dimostrato che siamo ancora un popolo capace di fare grandi cose, queste le parole del presidente, orgoglioso del suo testo che prevede l’estensione della copertura sanitaria a 32 milioni di cittadini statunitensi. La riforma prevede anche il divieto alle compagnie assicurative di rifiutare polizze a pazienti con malattie congenite e non potranno nemmeno revocare le polizze a chi le ha gia’ stipulate.

Questa sera abbiamo superato il peso della politica, mentre tutti gli specialisti affermavano che questo non sarebbe stato più possibile“, queste le parole di Obama: “Non ci siamo arresi al cinismo, alla sfiducia, alla paura. Abbiamo provato che restiamo un popolo capace di grandi cose“. E poi ha aggiunto: “Questa sera abbiamo risposto all’appello della storia come tanti americani hanno fatto prima di noi. Non siamo sfuggiti alle nostre responsabilità, le abbiamo affrontate. Non abbiamo avuto timore del nostro futuro“.

Fonte | Corriere

Lun 22/03/2010 da Patrizia Chimera in ,

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