Attentato Falcone: il Dna scagiona gli 007, il colpevole fu il boss Galatolo

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giovanni falcone attentato fallito

Dopo 21 anni il test del Dna scagiona gli 007 del governo italiano dal fallito attentato a Giovanni Falcone: il colpevole fu il boss Angelo Galatolo. Il Dna dell’uomo, già condannato per il fatto, è stato infatti trovato su una maglietta presente sul luogo del fallito attentato: la prova del Dna lo condanna come uno degli esecutori materiali. Sono stati gli agenti della Polizia scientifica di Roma ad eseguire il test, che dimostra che il Dna non appartiene nè all’agente di polizia Antonino Agostino nè a Emanuele Piazza, collaboratore del Sisde. Grazie al test del Dna, si è anche appurato che la ricostruzione dell’attentato ad opera del pentito Angelo Fontana era veritiera. Ma non solo.

Dagli esami del Dna che incriminano il boss Galatolo come responsabile del fallito attentato a Giovanni Falcone, emerge come ci siano altri tre profili genetici sulla maglietta, la cui appartenenza deve essere ancora stabilita.

Grazie al test del Dna sono stati scagionati i due agenti del governo Agostino e Piazza, che secondo il pentito Vito Lo Forte e Luigi Ilardo, confidente del Ros, avrebbero messo il tritolo nella villa in cui Falcone era solito trascorrere le vacanze (Falcone rimarrà poi vittima di un attentato qualche anno dopo, a Capaci). In realtà l’esecutore materiale dell’attentato fu il boss Galatolo.

In realtà Galatolo era già stato condannato per il fatto, ma la prova del Dna garantisce l’attendibilità di Fontana come pentito. Inoltre il test del Dna ha permesso anche di escludere la presenza di tracce di altri indagati sugli oggetti ritrovati sulla scogliera antistante la villa: Salvino Madonia, superkiller, Angelo Fontana, Gaetano Scotto (già condannato per l’attentato a Paolo Borsellino), Raffaele e Angelo Galatolo, omonimo e parente del boss colpevole dell’attentato fallito a Falcone.

Fonte | Corriere

Mar 04/01/2011 da Manuela Chimera in ,

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