Assisi, nell’affresco di Giotto c’è il diavolo

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Diavolo Dipinto Giotto

L‘affresco di Giotto all’interno della Basilica di San Francesco ad Assisi è conosciuto in tutto il mondo ed è una delle opere d’arte più belle tra quelle custodite nel nostro paese. Questa considerazione fa diventare ancora più importante la scoperta di Chiara Frugoni, una storica, oltre che specialista francescana. Tra le nuvole dell’ascesa al cielo di San Francesco si anniderebbe il diavolo.

E’ stupefacente che un dipinto che è lì da 800 anni e che è stato osservato da milioni di persone provenienti da tutto il mondo, oltre che da centinaia di studiosi sia capace di conservare ancora dei segreti. Questa scoperta fa cambiare anche il detentore di un singolare primato, quello di primo artista ad utilizzare le nuvole per nascondere altri soggetti. Il primato era del Mantegna, ma ora va assegnato senza alcun dubbio a Giotto. La scoperta del diavolo tra le nuvole, per certi versi, rivoluziona la storia dell’arte.

C’è da dire che nel medioevo non era inusuale pensare a diavoli e demoni come abitatori dei cieli, quindi da questo punto di vista la rappresentazione di Giotto non è per nulla strana. Gli studiosi, ora, si interrogano sulle motivazioni che hanno spinto Giotto a nascondere questo elemento all’interno di un suo affresco destinato ad un luogo di culto, già all’epoca, molto importante. Lo storico dell’arte Claudio Strinati ha così commentato, “Su questo genere di interventi, cioè sul celare in un’opera qualcosa di segreto o almeno di non evidente, non si hanno testimonianze scritte, quindi è difficile dire delle intenzioni, delle motivazioni dell’autore, capire, ad esempio, se l’elemento nascosto è concordato con i committenti oppure è celato anche a loro. Vi sono anche casi particolari, come quello del pittore fiammingo Hieronymus Bosch, nei quali l’autore si rivolge intenzionalmente, con i suoi messaggi celati, a pochi adepti di una realtà cui appartiene, in quel caso una confraternita di iniziati”.

Questa scoperta aggiunge un altro motivo di discussione nella vita e nelle opere di un santo tra i più popolari di tutta l’umanità. Per i padri francescani non è altro che un nuovo motivo per oggettivare il male all’interno della nostra esistenza per poterlo isolare ed evitare. Peccato non poter chiedere a Giotto il motivo di quella faccia demoniaca a pochi metri da un angelo.

Dom 06/11/2011 da Fabio Pagano

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Ghosthunter.it 7 novembre 2011 11:14
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E’ probabile si tratti dell’ennesimo caso di “pareidolia”, quel fenomeno che in psicologia indica la tendenza delle persone a vedere in forme casuali delle immagini realistiche. A chi fosse interessato ad approfondire questo interessante tema lascio il link dell’articolo in cui spoego bene il fenomeno utilzzando anche altri esempi come quello del Diavolo dell’11 settembre: http://www.ghosthunter.it/articoli/pareidolia-causa-di-foto-video-e-audio-fantasmi

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Carlo Sergi
Carlo Sergi 7 novembre 2011 16:18
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ce l’hai nel cervello la pardillia, comprati gli occhiali

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Sara456 10 novembre 2011 00:59
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Invece Ghosthunter ha ragione, c’è gente che vede Gesù nelle patatine, la scritta SEX sui salatini ritz e le immagini del diavolo in normalissime pieghe di vestiti nei dipinti, e in tutti i casi, ma che si fumeranno…?
Una dimostrazione? Io oltre al profilo del “diavolo” (casualissime macchie di nubi che al massimo possono sembrare un profilo qualsiasi, più che “il diavolo”) ci vedo:
altre 2 facce, (una grande che ride e un’altra grande col nasone)
un busto maschile con i pettorali in alto

…e semi sforzo vi trovo anche altro. Solo che sono io che mi sforzo di dare una forma a quello che non c’è, non Giotto che ce li ha messi. Ma per cortesia…

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