Antonio Di Pietro candida il figlio Cristiano. Polemica nell’Italia dei Valori

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Antonio e Cristiano Di Pietro

Scoppia la polemica anche nell’Italia dei Valori, a causa delle scelta di Antonio Di Pietro di candidare il figlio Cristiano in Molise per le prossime elezioni Regionali che si terranno ad ottobre. Molti dirigenti, sostenitori o semplicemente elettori dell’IdV si sono, infatti, ribellati a questa scelta riconoscendovi le stesse logiche che hanno indotto Umberto Bossi a candidare il figlio Renzo. I membri del circolo di Termoli (Cb) hanno, ad esempio, annunciato le dimissioni dal partito con una lettera al loro leader, in cui accusano: “Di Pietro come Bossi e Berlusconi, accomunati dalla stessa concezione familistica e privatistica della politica”.

“Una candidatura – si legge ancora nella lettera – figlia della stessa concezione familistica e/o privatistica che presumibilmente ha mosso il capo della Lega Nord, Umberto Bossi, a candidare e a far eleggere il figlio al consiglio regionale della Lombardia o il presidente del Pdl, Silvio Berlusconi a candidare e a far eleggere Nicole Minetti nello stesso consiglio”.

Viene, inoltre, contestato ad Antonio Di Pietro di aver escluso dalla lista elettorale “personalitĂ  che avrebbero portato voti e qualitĂ ”, per accogliere personaggi “deboli”. “Avevano chiesto – scrivono gli ex iscritti – di inserire Vincenzo Greco, stimato notaio ed ex sindaco della cittĂ . Nessuno ci ha mai dato una risposta. Poi vediamo che si accolgono esponenti di altri partiti, come uno dei candidati alle primarie del Pd”.

Subito è arrivata la replica del partito che, tramite il segretario regionale, Pierpaolo Nagni, ha risposto: “Ci spiace che i componenti del circolo dell’Italia dei Valori di Termoli non abbiano letto bene i nomi che compongono la lista elettorale e si siano fermati solo a quello di Cristiano Di Pietro. Infatti, a rappresentare il loro territorio per il partito c’è Antonio D’Ambrosio e non Cristiano Di Pietro”.

“Il vero motivo dell’attacco è un altro – ha continuato Nagni – volevano imporre il nome di un candidato che, pur sollecitato in altre circostanze elettorali a correre con IdV, ha sempre scelto di non voler fare nessun percorso con l’Italia dei Valori per poter conservare la sua autonomia”.

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