Antonio Cassano: la biografia

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Foto : Antonio Cassano

Antonio Cassano ne ha fatte di cotte e di crude nella sua vita. E ci racconta tutto quello che c’e’ da sapere su quello che ha combinato in questi anni in una biografia, dal titolo “Dico tutto“. Il libro e’ stato scritto da Pierluigi Pardo, giornalista di Sky, e uscira’ nelle librerie il prossimo 19 novembre.

Se quel Bari-Inter non ci fosse stato sarei diventato un rapinatore, o uno scippatore, comunque un delinquente. Molte persone che conosco sono state arruolate dai clan. Quella partita e il mio talento mi hanno portato via dalla prospettiva di una vita di merda“, questa una triste verita’ che Antonio Cassano racconta al giornalista nel suo libro. Come si cresce duramente nella Bari vecchia: “Giocavo tra le bancarelle, tutti mi volevano in squadra con loro e scommettevano 10, 15 o 20 mila lire sulla squadra dove giocavo io. Io mica ero trimone, mica ero scemo: volevo il grano io, dovevano darmi la percentuale“.

Antonio Cassano era molto povero, ma non ha mai lavorato in vita sua, “anche perché non so fare nulla“. E poi aggiunge: “A oggi mi sono fatto 17 anni da disgraziato e 9 da miliardario. Me ne mancano ancora 8, prima di pareggiare“. Mica male come vita. E poi la sua vita amorosa: “Quattro fidanzate in 11 anni sono poche“. “”In compenso ho avuto qualche altra avventura. Diciamo tra 600 e 700 donne, una ventina delle quali appartengono al mondo dello spettacolo“. Complimenti!

E a letto com’era? “Non ho mai fatto cilecca, a meno che per cilecca non si attenda appunto essere veloci e un po’ egoisti. Spesso ho giocato grandi partite dopo aver fatto l’amore. Andatevi a vedere Roma-Juve 4-0. Avevo fatto le sei la domenica mattina, con una delle tante amiche che avevo in quel periodo. A Madrid era ancora più facile, perché eravamo in albergo, tutti sullo stesso piano, così sopra e sotto potevi invitare chi volevi e raggiungerla nel cuore della notte. Avevo un cameriere amico. Il suo compito era portarmi 3 o 4 cornetti dopo aver trombato. Portava i cornetti sulla scala, io accompagnavo quella là e facevamo lo scambio: lui prendeva la tipa, io mi sfondavo di cornetti. Sesso più cibo, la notte perfetta“.

Fonte | Tuttosport

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