Anonymous contro i politici italiani, attaccato il sito della Binetti

Il gruppo di hacker internazionali di Anonymous ha lanciato una massiccia operazione contro i politici italiani, o meglio contro i loro siti web, account Facebook e Twitter. Il primo sito “defacciato” da Anonymous è stato quello di Paola Binetti deputata dell’Udc. Nello stesso lasso di tempo è stato attaccato anche il sito di un altro Udc, Lorenzo Ria. Nei giorni precedenti era stato sotto attacco il sito di Maurizio Paniz del Pdl.
Si tratta, quindi, di un’offensiva in pieno stile, tanto che l’intera operazione ha anche un nome, “Fuck Politicians February“. La novità rispetto ai soliti attacchi di Anonymous, anche a livello internazionale, che hanno lo scopo di guadagnare visibilità oppure di lanciare dei messaggi che poco o niente hanno a che fare con il sito che viene effettivamente defacciato, è che questa volta gli hacker lanciano un messaggio ben preciso.
Sul sito della Binetti si può leggere un messaggio che fa chiaro riferimento alle vicende sollevate dal caso del senatore Lugi Lusi. Uno scandalo che nominalmente coinvolge la Margherita, ma che non si fa fatica ad immaginare possa coinvolgere altre formazioni di ogni colore e schieramento politico. La parte centrale del messaggio di Anonymous è molto chiara, “Guardando la vicenda Lusi ci chiediamo veramente se non siete tutti uguali. Come potevano Rutelli/Bersani & Co non sapere nulla? Come fanno 13 milioni di soldi nostri a sparire senza che nessuno se ne accorga? Vogliamo delle risposte, e le vogliamo subito. Vogliamo che qualcuno paghi. Vogliamo che sia cambiata questa porcata di legge elettorale. Vogliamo che siano aboliti (come il popolo italiano aveva già deciso nel 1993) tutti i finanziamenti ai partiti”.
Come detto il sito della Binetti non è stato il solo, su quello di Miss Padania si può leggere un messaggio che in realtà è una citazione di Beppe Grillo che gli hacker di Anonymous sottoscrivono pienamente. La Binetti ha voluto rispondere immediatamente, “Nessun disturbo. Scrivetemi al mio indirizzo email, non mi sottraggo mai a rispondere a quesiti legittimi e posti con le giuste e buone maniere”. La Binetti ha poi accusato Anonymous di usare maniere poco democratiche per esprimere il proprio dissenso. Una precisazione giusta, ma che tradisce una scarsa conoscenza del fenomeno in se e quindi decisamente fuori contesto.
La conclusione del messaggio di Anonymous è in realtà un arrivederci, “Non perdete occasione per chiamarci ‘sfigati’, ‘mammoni’ , ‘bamboccioni’. Da oggi per tutto il mese sarà Fucking Politicians February e ne vedrete delle belle”. Attendere prego.
Mer 22/02/2012 da Fabio Pagano in Anonymous, Hacker, Politici





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