Amy Winehouse, l’autopsia: è morta per abuso di alcol

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Alla fine non sono state né le droghe, né i farmaci ad uccidere Amy Winehouse, ma quella della cantante è stata una “morte accidentale” legata ad un abuso di alcol. Secondo quanto ha rivela il rapporto conclusivo della Polizia, infatti, l’autopsia effettuata sul corpo della star britannica avrebbe dimostrato che la Winehouse è morta per uno shock seguito a uno “stop and go”, cioè a un consumo eccessivo di alcolici dopo un periodo di astinenza.

Qualche settimana prima che venisse trovato a Londra il corpo senza vita di Amy Winehouse, il padre Mitch aveva raccontato che la figlia, dopo anni di abuso di droga e alcol, si era ripresa in “modo fantastico” e non beveva più da tre settimane. I test tossicologici effettuati dal coroner alla St.Pancras Coroners Court non hanno infatti mostrato la presenza di sostanze illegali, mentre nel sangue della diva sono stati ritrovati 416 milligrammi di alcol.

Potrebbe, quindi, essere stata proprio una lunga interruzione dell’uso totale di alcolici e poi la ripresa massiccia quel maledetto 22 luglio ad uccidere Amy Winehouse, tanto che la polizia trovò in casa sua diverse bottiglia di vodka.

Gio 27/10/2011 da Fabrizio Capecelatro

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