Amnesty International: l’Italia vende strumenti di tortura

Amnesty International ha reso noto un rapporto che riguarda il giro d’affari che riguarda la vendita di strumenti di tortura, da parte di aziende occidentali in paesi a rischio. Secondo il rapporto dell’associazione, infatti, esiste un traffico davvero molto importante, attuato da alcune aziende che hanno sede in Germania , Belgio, Finlandia e in Repubblica Ceca, che vendono i loro strumenti a nove governi, che li usano per praticare torture davvero inimmaginabili ai prigionieri che vengono interrogati. E nel rapporto reso noto da Amnesty International spunta fuori anche l’Italia: alcune aziende italiane vendono questi strumenti.
L’organizzazione, che si occupa di difendere i diritti umani in tutto il mondo, ha rivelato dei dati davvero importanti, che riguarda la vendita di strumenti come manette, che vengono utilizzate per appendere gli interrogati al muro, strumenti per bloccare le caviglie, dispositivi per dare scariche elettriche ed aerosol con prodotti chimici. Il rapporto di Amnesty International e’ davvero inquietante.
Secondo il rapporto di Amnesty International “questi scambi illeciti sono proseguiti anche dopo il varo, nel 2006, di un bando europeo del commercio internazionale di attrezzature progettate per la tortura e i maltrattamenti“. Queste aziende operano all’oscuro, senza che i loro governi sappiamo nulla.
Per quanto riguarda le aziende italiane, nel rapporto sono presenti i nomi delle cinque ditte, che opererebbero contro il bando europeo: Defence System Srl, Access Group srl, Joseph Stifter s.a.s/KG, Armeria Frinchillucci Srl e PSA Srl.
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Fonte | Notiziario Italiano
Gio 18/03/2010 da Patrizia Chimera in Amnesty International











