Alberto Stasi assolto anche in Appello, il video della sentenza. La mamma di Chiara: “Non mi arrendo”
Alberto Stasi è stato assolto anche dalla Corte d’Appello per l’omicidio della sua fidanzata, Chiara Poggi. Nonostante il pubblico Ministero, Laura Barbaini, avesse richiesto nuovamente la condanna a 30 anni di carcere, i giudici della seconda Corte d’Assise d’Appello di Milano hanno deciso di confermare la sentenza del primo appello. L’uomo era l’unico indiziato per l’omocidio di Garlasco, che ora restarà senza più un colpevole.
I giudici avevano infatti due possibilità di scelta: emettere stesso oggi la sentenza definitiva, a meno che la pubblica accusa o gli avvocati di parte civile non decidano di fare ricorso alla Corte di Cassazione, o emanare un’ordinanza con cui si sarebbe riaperto il dibattimento porcessuale e si sarebbero potute eseguire gli ulteriori accertamenti già chiesti dall’accusa, nella speranza di giungere finalmente alla verità .
Resta comunque scolpite le parole del Proguratore Generale Barbaini, che durante l’udienza ha replicato: “le deviazioni sessuali di Stasi e la natura dei rapporti intimi tra Alberto e Chiara quali inequivocabilmente emergono – secondo l’accusa – dai filmati con tutta la loro evidente patologica criticità e sono evidentemente alla base dell’elemento scatenante”.
All’usicta dal Tribunale di Milano la mamma di Chiara, Rita Poggi, ha inoltre fatto sapere alla stampa che non ha alcuna intenzione di arrendersi. “Non mi arrenderò – ha infatti dichiarato la madre della vittima – ho ancora fiducia nella giustizia”.
Il Gup di Vigevano ha infatti emesso una sentenza, nel mese di dicembre 2009, che di fatto scagiona completamente l’unico indagato del Delitto di Garlasco: in questi giorni sono state rese note le motivazioni che hanno portato Stefano Vitelli, Gup di Vigevano, ad emettere una sentenza di assoluzione con formula, pero’, dubitativa, nei confronti di Alberto Stasi: il giudice parla di un quadro istruttorio “contraddittorio ed altamente insufficiente“, affermando che si e’ basato, per il giudizio, “fondamentale regola probatoria e di giudizio dell’oltre ogni ragionevole dubbio“.
“Un complessivo quadro istruttorio da considerarsi contraddittorio e altamente insufficiente a dimostrare la colpevolezza dell’imputato“, queste le motivazioni del giudice nei confronti di Alberto Stasi, unico indagato per la morte di Chiara Poggi. In merito ad “un possibile movente/occasione dell’omicidio da parte dell’attuale imputato non emerge una congrua prova“.
Il giudice conclude la sua sentenza su Alberto Stasi, affermando che “questa finale regola probatoria e di giudizio rappresenta non solo l’attuazione di fondamentali principi costituzionali ed un imprescindibile pilastro di uno stato liberl-democratico (nel senso più alto e nobile) ma anche e prima ancora un naturale richiamo etico per ogni uomo giusto e ragionevole“.
Mar 06/12/2011 da Patrizia Chimera in Alberto Stasi, Chiara Poggi, Delitto Di Garlasco








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