Airbus Air France: nell’Oceano Atlantico voli senza radar

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Mentre si cercano ancora i resti dell’Airbus A330 di Air France, sul quale viaggiavano anche molti nostri connazionali, dieci in tutto, si cerca di capire cosa possa essere accaduto. Ed ecco che abbiamo scoperto un fatto piuttosto inquietante, che non riguarda solo quel volo ma tutti quelli che passano in quella zona di mare: nell’Oceano Atlantico si vola senza l’aiuto dei radar.

Secondo i primi dati, l’Airbus Air France e’ sparito in uno spazio di 1800 chilometri che si trova tra la costa del Brasile e quella del Marocco. I piloti, pero’, non hanno lanciato nessun allarme. Come e’ possibile? In quel tratto dell’Oceano Atlantico i radar non possono essere utilizzati, perche’ manda la copertura.

I piloti in questa larga zona di mare non possono contare sull’aiuto dei radar, che localizza ogni mezzo. Si usano altri sistemi. Per comunicare i piloti in questa zona usano le onde medie Hd, che pero’, in caso di condizioni meteo davvero molto brutte, possono risultate disturbate. Non solo l’Airbus Air France viaggiava senza radar: tutti gli aerei in quella zona non possono utilizzare questo sistema perche’ manca la copertura.

Pietro Pallini, un pilota, spiega cosi’ a Repubblica cosa possa essere accaduto: “Le rotte possibili da Rio de Janeiro verso il nord Europa sono cinque o sei. Diciamo che quando si punta verso Parigi i valori di prua sono tra i più settentrionali, leggermente virati verso Est. In pieno oceano Atlantico non esiste copertura radar, grosso modo da quando si lascia la costa brasiliana, più o meno all’altezza di Recife o Fortaleza, il tratto di oceano da attraversare, prima di raggiungere le coste di Capo Verde è lungo circa 1.800 chilometri“. 1800 chilometri senza avere copertura radar.

Durante questo intervallo le comunicazioni radio avvengono solo in HF, onde medie, spesso suscettibili di interferenze e comunque complicate da possibili condizioni meteo avverse“. Insomma, il pilota si puo’ essere accorto di quanto stava accadendo, ma non ha potuto comunicarlo perche’ le comunicazioni ad onde medie erano disturbate dal maltempo.

Un problema davvero importante, visto che la mancanza di copertura radar riguarda tutti i voli che passano dall’Oceano Atlantico e prendono quella rotta. E visto che i mezzi di comunicazione usati non garantiscono precisione.

Nel video qui sopra, un’analisi dell’incidente aereo dell’Airbus Air France.

Fonte | IlSole24Ore

Mer 03/06/2009 da Patrizia Chimera in , ,

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Vittorio morra 3 giugno 2009 16:45
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Articolo terribilmente approssimativo. NON esistono le comunicazioni RADAR, esistono le comunicazioni RADIO. Il RADAR segnala la posizione. La RADIO comunica. In ogni istante di un volo su qualunque punto della faccia della Terra i piloti possono e devono comunicare. Altra cosa è la loro posizione, rintracciabile appunto, in certi tratti, con altri sistemi che non sono radar (GPS ecc.). Informarsi prima di fare facili allarmismi, grazie.

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Vera 4 giugno 2009 17:07
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Ottima risposta!;)

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Corrado 3 giugno 2009 17:00
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e se fosse stato un esperimento/utilizzo di onde elettromagnetiche a distanza ?
come l’esperimento di mussolini con MARCONI che bloccò tutte gli impianti elettrici delle auto che passavano da latina in contemporanea con l’esperimento ?

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Patrizia Chimera
Patchi 3 giugno 2009 17:16
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Grazie per le precisazioni, avevamo capito male… Nostra culpa :)
Correggiamo cio’ che abbiamo sbagliato…e grazie ancora per il prezioso aiuto!

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Anonimo 3 giugno 2009 18:33
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Vorrei segnalare che non solamente sopra l’oceano si vola senza l’ausilio del radar. In alcuni aeroporti italiani le procedure di partenza e di arrivo sono effettuate in “procedurale”, l’aeroporto è quindi sprovvisto di radar per seguire tali procedure. E’ una cosa normale e comunque per entrare nello spazio aereo oceanico bisogna seguire un iter ben preciso, nulla è lasciato al caso.

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Foy
Foy 3 giugno 2009 23:15
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Mi pare che ci sia anche un po’ di confusione sui numeri. La rotta è una distanza e si misura in km, l’area in cui l’aereo è scomparso si misura in km quadrati (km²).

Ovviamente la rotta e l’area non possono essere entrambe 1800 km e 1800 km², in quanto l’area di ricerca dovrebbe avere una larghezza media di 1 km, mentre l’area di ricerca iniziale era una vasta macchia che copriva l’oceano Atlantico approssimativamente tra l’equatore e il 30° parallelo nord: anche facendo un conto a spanne, si tratta di 7 milioni di km.

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