Ahmadinejad: a New York parla di Sakineh e difende Carla Bruni

Ahmadinejad, il presidente dell’Iran, è giunto nuovamente a New York per partecipare all’assemblea della Nazioni Unite; durante la sua permanenza il presidente è stato intervistato dalla Abc e ha avuto così modo di parlare del caso di Sakineh, la donna che rischia la lapidazione e la cui storia sta mobilitando tutto il mondo, e di Carla Bruni, premiere dame francese contro la quale un giornale conservatore iraniano si era schierata definendola una “prostituta” e che “deve morire“. Secondo Ahmadinejad il caso di Sakineh è stato montato ad arte da parte della Germania per screditare l’Iran mentre ha difeso la Bruni ritenendo che la stampa non deve offendere nessun capo di stato o nessuna consorte, che tale comportamento non è accettato nemmeno dal Corano e che i responsabili di tali gesti dovrebbero pagare.
Giunto nuovamente a New York per partecipare all’assemblea delle Nazioni Unite, il presidente iraniano Ahmadinejad è stato intervistato dall’emittente televisiva americana Abc e ha avuto modo di parlare del caso di Sakineh. Secondo il presidente iraniano “Qualcuno in Germania ha diffuso notizie false al riguardo e questo ha portato a proteste contro l’Iran” aggiungendo poi che, se la donna fosse colpevole, sarebbe normalmente giudicata secondo i quattro gradi di appello. Dichiarazioni ben differenti da quelle rilasciate alcuni giorni fa dai membri dello stesso governo di Ahmadinejad, i quali avevano dichiarato che la comunità internazionale non dovrebbe preoccuparsi di un caso di giustizia interna e che Sakineh, nel caso, sarebbe lapidata non per adulterio ma perché complice di un omicidio.
Non solo ma Ahmadinejad ha voluto parlare anche di Carla Bruni, premiere dame francese, e dell’insulto che un giornale filogovernativo iraniano aveva attaccato. La moglie di Nicolas Sarkozy si era infatti schierata in difesa di Sakineh e, proprio per questa sua presa di posizione, è stata definita da un quotidiano “prostituta” e che “deve morire“. Parole molto forti che lo stesso presidente del paese ha condannato ieri durante l’intervista. Ahmadinejad ha definito questi attacchi un “crimine“, spiegando che certi insulti sono “contrari alla religione” e che se c’è giustizia i responsabili pagheranno.
Ma il presidente ha anche colto l’occasione per chiedere al governo americano la liberazione di otto cittadini iraniani “detenuti illegalmente“: “Non è fuori luogo chiedere al governo americano di compiere un gesto umanitario e di rilasciare gli iraniani che sono detenuti illegalmente negli Stati Uniti“. La richiesta arriva in seguito al rilascio, da parte dell’Iran, di Sarah Shourd, un’escursionista americana arrestata assieme ad altre due persone nel luglio 2009 perché accusata di spionaggio.
Fonte | Corriere della Sera
Lun 20/09/2010 da Eleonora Gionchi in Ahmadinejad, Onu



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