Abruzzo, cittadini dell’Aquila in protesta: le immagini

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Foto: Protesta Cittadini L Aquila

All’Aquila continua la protesta dei cittadini. Qualche giorno fa, alcuni residenti della città colpita dal terremoto dello scorso aprile 2009 si erano introdotti nella zona rossa del centro storico, quello più colpito dal sisma e che per questo è stato chiuso alla circolazione, perchè pericoloso e poco sicuro. La popolazione ha replicato nuovamente questa manifestazione, forzando la zona rossa e appendendo le chiavi delle proprie case, che ancora aspettano di essere ristrutturate. Una protesta simbolica e pacifica, per ricordare che c’è ancora molto da fare e che le loro case aspettano che tutte le promesse fatte vengano mantenute.

La popolazione aquilana si è introdotta nella zona rossa, camminando per via Sallustio, una delle strade più duramente colpite dal terremoto del 6 aprile scorso. Il sindaco Massimo Cialente, che era presente insieme a Stefania Pezzopane, presidente della Provincia, è stato contestato da alcuni cittadini, che lo accusano dei ritardi nella ricostruzione e nella messa in sicurezza della zona storica della città.

Con l’atmosfera che si sta creando a livello nazionale per le inchieste sugli appalti, sta partendo un meccanismo negativo e problematico per la ricostruzione“, queste le parole di Massimo Cialente, sindaco della città dell’Aquila: “Bisogna mettersi nei panni dei dirigenti del Comune dell’Aquila, che sono intimoriti di fronte a un sistema che interviene al primo sbaglio o, addirittura, interviene senza sapere chi ha sbagliato o meno“. Il Primo Cittadino appoggia i manifestanti: “Gli aquilani esprimono la loro rabbia e hanno ragione: c’è una preoccupazione crescente per i ritardi e nulla è stato fatto per affrontare il problema del lavoro“.

Ma le contestazioni della popolazione non hanno riguardato solamente il sindaco: anche una troupe del Tg1, che con Maria Luisa Busi stava realizzando un servizio di approfondimento, è stata criticata. Parafrasando il cognome del direttore del Tg, Minzolini, hanno urlato “Scodinzolini! Scodinzolini!“, accusando la testata di aver dato un’immagine distorta della situzione. La giornalista, che ha parlato di una contestazione molto forte, ha così commentato l’accaduto: “Capisco la situazione e capisco gli aquilani. Posso dire che io sono qui per fare il mio lavoro onestamente e non posso rispondere dell’informazione a livello generale che il Tg1 ha fatto dopo il terremoto. Posso solo dire che quello che ho visto all’Aquila in questi giorni con i miei occhi, è molto più grave di come talvolta è stato rappresentato: migliaia di persone sono ancora in albergo, le case non bastano e la ricostruzione non è partita“.

Immagini prese da:
www.corriere.it.

Fonte | Corriere

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Diablo -the original-
Diablo -the original- 23 febbraio 2010 01:31
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Abito a 70Km dall’Aquila, sono stato molte volte a visitare la città e la devastazione è veramente agghiacciante.
Ma proprio in virtù di questa incredibile situazione d’emergenza non capisco come sta gente possa solo pensare di poter pronunciare la parola “ricostruzione”.
Prima di pensare a ricostruire si dovranno togliere milioni di tonnellate di macerie e DEMOLIRE tutti gli edifici del centro storico che sono lesionati irrimediabilmente.
Solo alla fine di tutto questo procedimento (che richiederà anni, non mesi!) si potrà pensare a ricostruire…. ma non si può pensare di ricreare il centro storico uguale a quello che era prima: si dovranno rispettare tutte le norme antisismiche del caso e ciò comporterà un ovvio cambio dell’estetica della citta. In pratica l’Aquila come la conoscevano gli Aquilani non credo che sarà mai piu come prima. QUesta è la triste realtà. Bisogna accettarla, mettersi l’anima in pace e ringraziare di essere ancora vivi, non contestare ogni volta qualsiasi decisione del governo.

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