150 anni Unità d’Italia: arrivano i fumetti del Risorgimento

I 150 anni dell‘Unità d’Italia non si festeggiano solo con mostre e manifestazioni, ma anche con i fumetti. Gli eroi del Risorgimento (Garibaldi, Cavour, Mazzini, Vittorio Emanuele, Mameli, Bixio, tanto per citarne qualcuno) vengono riproposti in un’inedita versione a fumetti, per la delizia di grandi e piccini. E’ Francesco Artibani a disegnare questi personaggi, che potremo trovare nella collana dal titolo “150 anni Unità d’Italia” che sarà allegata a due giornali settimanali, Il Giornalino e Famiglia Cristiana. Il primo albo, dal titolo “Il lungo cammino” è in edicola dal 27 gennaio, mentre il secondo volume è uscito il 3 febbraio.
Padre Stefano Gorla, direttore del Giornalino dichiara che nei fumetti editi dai Paolini non si parla solo di Risorgimento, ma anche di: “momenti in cui si è fatta la nostra storia, tra due poli magnetici: conquista e libertà ”. Ci sono le storie dei sardi che nel 236 a.C. difesero l’isola dai romani; i bersaglieri intrappolati dalla bellezza di Roma dopo la breccia di Porta Pia; le scelte dei patrioti dilaniati fra affetti e ideali. Nella storia “Il brigante Rossi” di Michele Petrucci, vivremo la vita di Terenzio Grossi, contadino delle Marche che rifiuta la leva obbligatoria dei Savoia e si da al brigantaggio. Almeno fino a quando non viene tradito da un compagno.
Nella storia “Soldato Regio” di Simone Sarassi, seguiremo le vicende di Paolo Ferreri, contadino piemontese della metà dell’800 che scopre di avere dei superpoteri, che sfrutterà andando in guerra: sarà proprio lui, con un pugno, a sfondare la breccia di Porta Pia.
Toni più leggeri li troviamo in “Il Risorgimento di Garibaldi” di Tuono Pettinato, dove Garibaldi viene rappresentato da un buffo pupazzetto in stile Disney (la biblioteca di Garibaldi è anche in mostra a Livorno). Diventeranno storiche le sue battute: “È il momento, fatemi invadere qualcosa!”, dichiara l’eroe dei due mondi mentre salpa da Quarto. O ancora, rispondendo a Cavour che ferito gli mostra una penna, l’arma principale dell’armistizio, dicendogli “È con questa che si fanno le guerre!”, Garibaldi prontamente ribatte: “Quando un uomo con la penna incontra l’uomo col fucile… L’uomo con la penna è un uomo morto”.
Fonte | Corriere
Sab 19/02/2011 da Manuela Chimera in Fumetti








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