11 settembre: l’America si ferma ancora una volta

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11 settembre Pepperdine University

Come ormai da nove anni, anche quest’anno l’11 settembre New York e gli Stati Uniti si sono fermati a ricordare le vittime degli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001. Anche ieri alle 8.46, le 14.46 ora italiana, gli americani si sono riuniti in un minuto di silenzio quando alla stessa ora di nove anni fa il primo aereo si schiantava contro la prima torre del World Trade Center; un secondo momento di silenzio è seguito alle 9.30 e poi alle 9.59 e alle 10.28, ora in cui anche la seconda torre è definitivamente crollata su sé stessa. Intanto anche al Pentagono il presidente Barack Obama ha voluto ricordare le molte vittime.

Ancora una volta l’America si è fermata a commemorare le oltre 2000 vittime che hanno perso la vita l’11 settembre 2001. Come ogni anno, anche ieri gli Stati Uniti hanno ricordato il terribile attacco alle Torri Gemelle del 2001 quando due voli di linea sono stati dirottati sulle torri del World Trade Center di New York mentre un altro si è schiantato contro il Pentagono. In una mite giornata di sole New York si è zittita per quattro volte e ha ricordato l’accaduto. Sono stati letti tutti i nomi delle 2752 vittime che, tra pompieri e persone che erano in ufficio, quel giorno hanno perso la vita intrappolati all’interno delle due Torri. Alla cerimonia anche l’attuale sindaco di New York, Michael Bloomberg che durante il suo discorso ha dichiarato: “Nessuna tragedia ha mai scosso in questo modo la nostra cittĂ . Le persone che abbiamo perso vivono nel nostro cuore“.

Intanto Barack Obama ha voluto ricordare l’accaduto al Pentagono, anch’esso duramente colpito quel giorno. E, a conclusione delle molte polemiche che nell’ultima settimana hanno infiammato l’America riguardo al progetto di costruire una moschea proprio lĂ  dove sorgevano le Torri Gemelle, sfociata poi con l’iniziativa da parte del pastore Terry Jones di dar fuoco al Corano, il presidente Obama ha dichiarato che è proprio in questo giorno che si deve ricordare la tolleranza e che “dobbiamo dare il meglio di noi stessi senza cedere alla tentazione di dividersi“. E ha poi concluso: “Non lasciamo che ci condizioni la paura, bensì la speranza che nutriamo per le nostre famiglie, il nostro paese e per un avvenire migliore. Portiamo il lutto per i nostri scomparsi, onoriamo la memoria di coloro che si sono sacrificati e facciamo del nostro meglio per essere all’altezza dei valori che condividiamo“.

Intanto tra i molti a New York a commemorare le vittime anche il pastore evangelico Terry Jones che ha deciso di non continuare nella sua iniziativa.

Fonte | Corriere della Sera

Dom 12/09/2010 da Eleonora Gionchi

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